La storia del Mugnone

Sebbene non ci si faccia mai caso, il più importante corso d’acqua fiorentino dopo l’Arno è il Mugnone. Più antico della città, non si può dire però che sia “lì da sempre”.

Prima di ogni civiltà

Prima dell’impero romano il Mugnone, scendendo dai colli fiesolani in cui nasce, scorreva fino alla zona di piazza delle Cure, continuava il suo corso senza ostacoli, passava per le attuali piazze San Marco e Santissima Annunziata, per poi immettersi in Arno presso ponte Vecchio. E fu proprio a causa di questa confluenza che i romani costruirono il loro quadrilatero che poi sarebbe diventato Firenze.

Le prime deviazioni

Nel I secolo a. C. vennero edificate le prime mura romane: si estendevano lungo via Tornabuoni, piazza Duomo, via del Proconsolo e via de’ Gondi. Il corso del Mugnone fu quindi deviato verso ovest, e fu fatto scorrere lungo le mura, facendolo arrivare in Arno all’altezza del ponte Santa Trinita.

Molti secoli dopo, nel 1078, fu costruita la cerchia antica, con la quale il corso del torrente fu smussato leggermente all’altezza di via Cerretani (anche se l’espansione delle mura avvenne solo a sud); qui la curva che creava un pantano, e da qui il nome di via Panzani.

mugnone, toc toc firenze

Le due cerchie comunali

Nel 1172, con la costruzione della prima cerchia comunale (via Verdi, via Sant’Egidio, via del Giglio; oltrarno fino a piazza Pitti) fu scavato un nuovo letto per il Mugnone il quale, provenendo da piazza della Libertà, correva lungo via San Gallo, lambiva la basilica di San Lorenzo, e confluiva in Arno in zona Ognissanti dopo essere passato dall’attuale piazza dell’Unità. All’angolo con via Ginori e via Guelfa esiste ancora il Canto alle Macine, in cui era presente un mulino alimentato con le acque del torrente.

La seconda cerchia comunale, quella che durò sei secoli fino ai tempi di Firenze capitale, fu costruita dal 1248. Le nuove mura seguivano il tracciato degli attuali viali, ed avevano come fossati protettivi i corsi d’acqua intorno alla città. Come il fosso di San Gervasio proteggeva la zona orientale e il fosso di San Rocco difendeva l’oltrarno (entrambi i fossi non più esistenti), il Mugnone fu deviato e fatto scorrere lungo il lato occidentale delle mura, da piazza della Libertà fino all’Arno all’altezza di ponte alla Vittoria; è questo il Mugnone che ci racconta Boccaccio in “Calandrino e l’Elitropia”.
L’unica testimonianza di questa deviazione si trova in porta Faenza, inglobata dalla Fortezza, costruita sopra un ponte sotto il quale scorreva proprio il Mugnone.

mugnone, toc toc firenze

Lo stato attuale

Nel 1553 il torrente ha assunto l’attuale corso: scorre dalle Cure alla Fortezza passando sotto il ponte Rosso, costeggia il viale Redi, e, dopo la confluenza col Terzolle, devia sotto ponte San Donato e ponte alle Mosse, curva in piazza Puccini e sfocia in Arno nella zona dell’Indiano (così chiamato perché qui nel 1870 furono sparse le ceneri del giovane principe indiano morto ventunenne a Firenze), a cinque chilometri dalla sua foce originaria.

Cinque chilometri in cui quello che era un accampamento romano si è trasformato nella più grande città rinascimentale d’Europa.

 

Credits: Filippo Ferraro, Bing Maps

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE