La vita è una cosa seria – La bottega di Calliope

Ebbene si. Che la si prenda sul ridere o con metodo, la vita resta alla fine qualcosa di serio e va presa di conseguenza. Non sono mancati numerosi scritti del nostro gruppo EsseCìEffe tutti con inquadrature differenti, ma questo piccolo racconto sembra raccoglierli un po’ tutti. buona lettura!

Marinella

Mi ricordo bene il giorno in cui conobbi Marinella. Ci siamo incontrati in libreria, davanti al reparto di cake design. Lei mi disse che cercava un regalo per sua sorella. “Anche io” le mentii spudoratamente, vergognandomi e sentendomi a disagio in mezzo a tutte quelle torte ricoperte di glassa rosa. Cominciammo a parlare un po’. A un certo punto, mentre le raccontavo dei miei difetti, tra il reparto autori russi e quello di giardinaggio, lei si bloccò e guardandomi negli occhi mi disse:
– Guarda che la vita è una cosa seria. Non puoi prenderla così.
– Così come? – domandai perplesso.
– Così. A cazzo di cane.
La cosa bella era che se ne uscì con quell’affermazione dal nulla. Non sapeva nemmeno cosa facessi nella vita e infatti ci rimasi pure un po’ male. Non tanto per l’offesa, quanto perché ci aveva azzeccato e pensai: se una sconosciuta riesce a giudicarmi così bene dopo dieci minuti, significa che la vita la prendo veramente tanto alla cazzo di cane!

Marinella. Marinella è proprio strana.  Ha questi capelli corti e crespi, i denti sporgenti e una risata ragliante che scoppia nei momenti meno opportuni, tipo quando stiamo ordinando al ristorante o quando si spengono le luci dentro al cinema. Marinella è bruttina. Lo dico perché in genere questi racconti partono con l’elencare tutti i difetti di una persona per poi dire qualcosa come: “però ai miei occhi è la donna più bella dell’universo”. Ecco, no. Marinella è proprio bruttina. Credo abbia avuto un ragazzo qualche anno fa, però non ci metterei la mano sul fuoco perché è piuttosto vaga quando si tratta di parlare di faccende amorose. In compenso però è prodiga di consigli per gli altri. Una volta eravamo fuori a bere qualcosa e le dissi che mi faceva un po’ male la testa.
– Vai a farti vedere – mi consigliò.
– Ellamadonna, per un mal di testa?
Lei si stizzì tutta.
– Guarda Simo, non mi far incazzare eh! La vita è una cosa seria. Non la puoi prendere così!
– Ma così come?
– Così che sottovaluti tutto. Hai mal di testa? Potrebbe essere meningite. Se è meningite domani sei morto. Non c’è scampo. Fammi vedere le pupille? Eccoci…son dilatate! Per me è meningite. Mi dispiace. Domani sei morto.

Marinella. Che buffa Marinella.
Marinella è gelosa. Non di me, sia chiaro, tra noi davvero non c’è nulla. No, ci tengo a sottolinearlo perché quando racconto questa storia a qualche ragazza spera sempre nel finale romantico. Eh no, mi dispiace. Non ci sono baci qua. Comunque, dicevo: Marinella è gelosa. Gelosa del mondo intero. Per capire a pieno questa cosa bisognerebbe entrare nella sua testa, ma vi assicuro che è un labirinto intricato in cui ci si perde con facilità. Per semplificare diciamo che lei è la più grande regista di film mentali che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto. La Stanley Kubrick delle pippe cerebrali. La Fellini delle seghe psicotiche. Quando Marinella incrocia una coppietta per strada, ad esempio, parte per un viaggio tutto suo in cui si intromette tra i due, riesce a farli lasciare, si fidanza con il ragazzo, partono insieme per lunghe traversate del mondo, si sposano tra petali di rose e lacrime di zie venute dalla Sicilia, hanno tre figli (due maschi e una femmina), comprano una casa in campagna e un cane che chiamano Butch, per finire con una serena vecchiaia in una piccola casetta in riva al mare a bere rum e mangiare filetto di tonno. Il tutto ovviamente dura giusto il tempo di un battito di ciglia. Ma Marinella ci crede così tanto in queste sue fantasie che può anche scoppiare a piangere quando si rende conto che quel ragazzo nemmeno l’ha degnata di uno sguardo e finisce che scappa via urlandogli addosso un “pensavo fossi diverso” che lascia il povero ignaro spaesato e confuso. E la relativa fidanzata incazzata ovviamente.
Ho provato a farle notare che questa sua gelosia è un po’ eccessiva ma non ci sente da quell’orecchio.
– Simo, guarda che la vita è una cosa seria. Non la puoi prendere così! – mi ha risposto.
– Ma cosa c’entra? E poi così come?
– Così che non ti rendi conto di quali sono le cose davvero importanti che ti passano davanti e finisce che te le lasci sfuggire tutte.
– Mi sembra una leggera esagerazione – ho obiettato.
– Ma che ne vuoi sapere te che vai in giro con una felpa sopra la camicia.
Ho pensato che il mio pessimo gusto in fatto di abbigliamento non c’entrasse molto con la sua gelosia, però ho preferito non ribattere.

Marinella. Marinella è una grande lettrice e un’ottima amica, che detto così sembrano due cose scollegate tra di loro. Invece no, perché Marinella sa citarti un pezzo adatto per ogni situazione in cui ti trovi e se non ha una frase per te riesce comunque a tirarti su il morale in qualche modo. Qualche mese fa mi sono lasciato dalla mia ragazza e Marinella è venuta a stare da me per un paio di giorni. Devo ripeterlo che non c’è romanticismo in questa storia? No? Ok, meglio. Comunque è venuta a stare da me e la sera, mentre guardavamo un qualche programma di cucina in tv, mi ha detto:
– Sai cosa diceva Saramago?
– No.
– Che “bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre”.
– Hm. Ok – le ho risposto.
– “Ok” e basta? – mi fa lei evidentemente delusa dalla mia tiepida reazione.
– E che te devo di’?
E lei, in un crescendo di tono: – Non so. Parliamone. È un pensiero profondo che nasconde più cose dentro. Analizziamolo. Svisceriamolo. Proviamo ad andare oltre il mero significato delle singole parole.
– No dai, non mi va di parlarne ora…
Si è irrigidita.
– Simo, guarda che la vita è una co…
– E hai rotto er cazzo Marinè! – l’ho interrotta – Eh! Eccheccazzo. Una vorta, due vorte, tre vort’,  poi…eh… a un certo punto, se no davvero…….eh…checcazzo.
Lei si è fatta piccola piccola e con i suoi dentoni da cavallo ha cominciato a mordersi il labbro inferiore.
– Scusa – mi fa.
– Ma no, scusa te…
– Ti va un tè caldo?
– Sì, dai, grazie.
– Te lo preparo allora!
Fu un tè caldo davvero molto molto buono.

Marinella. Che persona magnifica che è Marinella. È una che pensa sempre agli altri. Fate conto che l’ho vista 10 minuti fa. Era completamente pelata perché è al terzo ciclo di chemio. Ridere le fa male ai polmoni ma le veniva da ridere lo stesso, in quel suo modo imbarazzante e inopportuno che ci ha fatto guardare male da tutti gli altri pazienti. Prima che l’orario di visita finisse e andassi via mi ha elencato tutta una serie di cose che dovrei fare prima di morire (e intendeva prima che morissi io, non lei). Queste cose qua:

  • imparare a fare la pasta con le cime di rapa;
  • finire di scrivere quel libro che da anni mi porto dietro;
  • provare a ricucire i rapporti con mio padre, visto che non ci parliamo da sette anni;
  • buttare giù qualche chilo (o comunque ridurre la pancetta);
  • trovare una ragazza a modo e sistemarmi;
  • non fuggire via né dalla felicità né dalle responsabilità;
  • riuscire ad aspettare quei tre minuti in più che servono alla pizza a freddarsi un attimo e così non ustionarmi il palato;
  • ascoltare musica migliore;
  • guardare qualche film in bianco e nero;
  • rendermi conto che la vita è una cosa seria.

Autore: Nicola Della Pergola

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credits: Elena Kalis

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