La voce del candidato Luigi Dei per il rettorato

luigi dei

Conosciamo oggi Luigi Dei, uno dei due candidati alle prossime elezioni del rettore dell’UniFi.

Luigi Dei è presidente di OpenLab, il servizio di educazione e divulgazione scientifica dell’ateneo fiorentino, che afferisce all’area Relazioni Esterne e Comunicazione dell’ateneo. Abbiamo chiesto innanzitutto al professore Luigi Dei di parlarci della sua attività e in che cosa consiste OpenLab.

OpenLab è un servizio di ateneo che educa e divulga la scienza sperimentale e teorica e la conoscenza di tutto l’ateneo. Nasce nel 2001 al polo di Sesto in riferimento alle aree di fisica e chimica. Si allarga poi alla geologia, alla biologia, alla biotecnologia, alla matematica e all’informatica e, da quando ho preso la presidenza nel 2012 diventa un sistema di divulgazione più generale di tutto l’ateneo.

luigi dei

Un servizio interdisciplinare…

Nel comitato di indirizzo abbiamo un  rappresentante per ogni area.. uno di Novoli, uno dell’area umanistica, uno dell’area tecnologica che è un collega di ingegneria e poi abbiamo un rappresentante dell’area scientifica e un rappresentante dell’area biomedica. Il servizio è a tutto tondo. Poi naturalmente abbiamo un cuore di attività qui al polo che sono i Laboratori Aperti, da cui il nome OpenLab, per cui facciamo attività con le scuole. Queste iniziative si svolgono a Sesto. Gestiamo anche la Notte dei Ricercatori che si svolge l’ultimo venerdì di settembre.

Altre iniziative?

ScienzEstate è un’altra ‘iniziativa a sfondo scientifico di apertura dei laboratori e di esperienze di intrattenimento scientifico. Siamo ormai giunti alla dodicesima edizione: dallo scorso anno l’abbiamo estesa per la durata di una settimana e si svolge in maniera più itinerante…una sorta di festival estivo della scienza e della divulgazione interdisciplinare.

Torniamo al suo campo accademico: cosa c’entra la chimica con la tutela del patrimonio culturale?

Da anni ci occupiamo col gruppo di chimica dei materiali e beni culturali di sviluppare dei materiali innovativi che servono per affrontare il restauro e la conservazione delle opere d’arte di ogni tipo; attraverso le nano-scienze e le nano-tecnologie studiamo per restaurare in maniera ottimizzata le opere d’arte senza l’utilizzo di metodi invasivi. Abbiamo iniziato alla fine degli anni novanta. Adesso queste tecniche sono esportate in tutto il mondo: cominciammo con le nano-particelle di calce, che è un legnate tipico degli affreschi. Dopo la fase sperimentale in Italia, abbiamo esportato cantieri in tutto il mondo, dal Messico alla Svezia. Abbiamo anche sviluppato sistemi per pulire le opere d’arte che siano massimamente rispettosi dell’ambiente e a base acquosa. Micro-emulsioni e gel a base acquosa, per l’esattezza. Un progetto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra e con la collaborazione dei professori Benvenuti e Costagliola.

Il polo, il dipartimento e la pista parallela. Qual’è la visione di Luigi Dei?

Noi siamo un dipartimento che ha tantissimi filoni di ricerca con punte di eccellenza, su scala nazionale siamo primi in Italia. Abbiamo dei gruppi leader all’interno del polo: il CERM, unica infrastruttura europea dell’ateneo che opera su proteine e strumenti all’avanguardia nel campo della risonanza magnetica; abbiamo Gatteschi e Sessoli, il cui gruppo è leader nel campo delle molecole magnetiche. Poi abbiamo oltre a tutte le realtà della chimica, il panorama della fisica col dipartimento, con il LENS e con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. C’è il LABEC, il laboratorio dell’acceleratore di particelle che si occupa di diagnostica delle opere d’arte: dunque un bel numero di eccellenze della ricerca su vari campi.

luigi dei

L’idea è quella di accrescere le potenzialità del Polo Scientifico?

Si. Portare i laboratori di agraria, quelli pesanti della tecnologia di architettura e di ingegneria e dare una dimensione di polo scientifico tecnologico sempre più all’avanguardia.

Però questo progetto da tempo di scontra con quello della costruzione della famosa pista parallela nelle immediate vicinanze del Polo, vero?

Noi dobbiamo cercare di tutelare l’esistente, cioè il polo che già c’è, compresso il plesso aule, ovvero quello più vicino alla pista, e verificare che non vengano dati elementi di discontinuità e per cui ne potrebbero risentire le attività in corso. Io non sono un tecnico ma ribadisco la necessità di tutelare quanto già c’è e gli sviluppi che riguardano l’implementazione dei laboratori di agraria, ingegneria e architettura.

Parliamo infine della candidatura di Luigi Dei alle elezioni del rettore. Candidatura annunciata pubblicamente a novembre…

Le candidature sono state rese note tra aprile e maggio e con la presentazione di ottanta firme su un programma definito. Quella di novembre non era una candidatura ma un atto di volontà espresso pubblicamente, in tutta serenità.

luigi dei

Con quale programma?

Ci sono sicuramente temi di carattere generale: gli investimenti, lo sviluppo e  gli aspetti legati alle politiche dell’ateneo: reclutamento, finanziamenti, rapporti con la sanità, città e territorio. Per quest’ultimo si, sarà inclusa la questione della pista parallela. Nel programma che ho costruito il comune denominatore pertutte le politiche dell’ateneo sarà l’innovazione: innovare nella didattica, per la ricerca, per le politiche di gestione e amministrazione, per i rapporti con la città e il territorio e nei rapporti con le aziende ospedaliere. Il tema è innovare per crescere.

Si trova in linea di continuità con la precedente amministrazione Tesi?

Il rettore Tesi ha dovuto far fronte a un risanamento del bilancio nonché alla tempesta normativa della riforma Gelmini. Ha lavorato su importanti elementi per la trasparenza, il merito e il reclutamento. D’altronde siamo l’università che ha reclutato più ricercatori in Italia da quando la stessa riforma Gelmini ha introdotto i ricercatori a tempo determinato. Direi che questi sono gli elementi di continuità. Ora, grazie alla stabilità raggiunta da Tesi, ci sono le condizioni per sviluppare l’innovazione necessaria a rendere competitiva su scala nazionale e internazionale la nostra università

Cosa l’ha spinta a candidarsi?

Penso ai giovani per creare le condizioni per cui possano realizzare la propria personalità e le proprie competenze nel nostro paese e non fuori. Credo sia un imperativo etico per chi occupa questi ruoli nell’università. Io sono stato 5 anni in consiglio di amministrazione, due anni e mezzo in Senato, sono direttore di dipartimento, per sei anni Presidente del corso di laurea..avevo le competenze e l’esperienza per mettermi in gioco. Ho ritenuto che fosse doveroso. Credo che l’università del futuro sia il posto dove didattica e ricerca si completino e che queste debbano ruotare attorno alla centralità dello studente.

Il mio maestro, Enzo Ferroni, rettore dal 76 al 79, diceva “Gli studenti sono i miei datori di lavoro“. Studiamo il passato per comprendere il presente ma soprattutto per progettare il futuro e credo che in questo l’università abbia un ruolo centrale.

Credits: StampToscana, LaNazione, ControRadio

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE