Le Giubbe Rosse, la casa degli intellettuali.

le giubbe rosse, toc toc firenze

Le Giubbe Rosse è lo storico e più celebre caffè letterario, non solo a Firenze ma in Italia.

Inaugurato nel 1896 come caffè-birreria dai fratelli Reininghaus, deve il suo nome alle giacche dei camerieri poiché i fiorentini, non riuscendo a pronunciare il nome originario, dicevano semplicemente “andiamo da quelli delle giubbe rosse“.
È sempre stato un crocevia della letteratura e dell’arte nazionali e le varie stagioni culturali, sono ancora descritte nelle foto appese alle pareti all’interno.

Illustri clienti

Dal 1909, dopo la pubblicazione del Manifesto, si apre la grande stagione del Futurismo e ai tavoli del caffè fiorentino siedono i maggiori esponenti del movimento: Marinetti, Boccioni, Carlo Carrà e Palazzeschi. È proprio in questi anni che il locale acquista la fama di caffè letterario.

L’avvento del primo conflitto mondiale,però, rompe il fronte degli intellettuali perché i futuristi erano a favore dell’interventismo, riuniti sotto il celebre motto marinettiano “guerra, igiene del mondo!”.
È solo al termine della guerra che gli intellettuali ricominciano a frequentare il caffè, inaugurando un secondo periodo intellettualmente vitale nella piazza, quello che viene definito “periodo solariano”, cui riferimento è la rivista Solaria. In questo secondo periodo insigni frequentatori sono Eugenio Montale, Umberto Saba e Carlo Emilio Gadda.

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Gli anni della guerra

Il periodo più buio del caffè coincide con il secondo conflitto bellico: ai camerieri viene imposta una giubba bianca e nel locale si aggirano informatori che segnalano posizioni culturali d’opposizione. Ancora oggi è affissa alle pareti una foto di Cartier-Bresson che ritrae Piazza Repubblica (allora piazza Vittorio) con i tavolini del caffè vuoti, in un clima di desolante totalitarismo politico e,conseguentemente, culturale.

 

La Rinascita

Dopo il 1945 l’originario colore rosso viene restituito alle giubbe dei camerieri e ritorna l’effervescente clima culturale,grazie alla frequentazione dei vecchi intellettuali degli anni ’30 ma anche dei nuovi quali Elio Vittorini e Salvatore Quasimodo.

Nella metà del ‘900 terminano,però, i fasti aurei del caffè letterario a causa dello sviamento di importanti iniziative editoriali verso Roma e Milano, le Giubbe Rosse cessa di essere il domicilio privilegiato dei letterati, pur rimanendo importante punto di riferimento per gli intellettuali italiani e stranieri.

 

credits: Insegna, Giubbe Rosse bianco e nero

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