Le vie di Firenze che hanno fatto la storia; parte II

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Dopo Le vie di Firenze che hanno fatto la storia continua il nostro viaggio per le vie di Firenze attraverso strade, borghi e vicoli.

Vicolo dell’onestà

Tra le vie di Firenze con una storia particolare spicca il Vicolo dell’Onestà. Questo vicolo che passa inosservato quando passiamo da Via de’Calzaiuoli, anticamente apparteneva alla famiglia Macci, ma quando la famiglia cadde in miseria, spostandosi nel quartiere di Santa Croce, il vicolo prese il nome attuale grazie alla sede dei magistrati dell’onestà. I magistrati erano 8 cittadini che avevano il compito di sorvegliare la condotta delle meretrici cittadine. Non percepivano alcuna retribuzione, avevano solo il privilegio di girare di notte ispezionando i luoghi più malfamati, controllando che le meretrici e i loro sfruttatori detti “leoni” fossero muniti di regolare bullettino per svolgere la loro professione. Oltre a questo fissavano le tasse sul meretricio e raccoglievano le denunce sul meretricio abusivo, perché tale attività era consentita solo nel ghetto chiamato “Gran Postribolo”.
Coloro che venivano accusate di svolgere illegalmente il meretricio venivano fustigate, o nei casi più gravi, calate 3 volte in Arno dal Ponte Santa Trinita.

Borgo Ognissanti

Originariamente era una delle vie di Firenze più povere e malsane, circondata da fossi dove lavoravano i conciatori di pelli. Successivamente venne bonifcata dal convento degli Umiliati che vi costruirono la chiesa di Ognissanti, dando così il nome al borgo.
Il borgo diventò rapidamente uno dei più famosi in città; buffa è la storia di uno dei suoi balconi: il balcone alla rovescia. Alessandro de’Medici infatti non sopportava i balconi alla romana e quando gli venne proposto il progetto del palazzo con il balcone lungo quanto tutta la facciata, per dimostrare la sua disapprovazione scrisse con ironia: si, “alla rovescia”.
Il proprietario interpretò le sue parole alla lettera, dando ordine di eseguire il balcone con tutti gli elementi alla rovescia, Alessandro accettò lo scherzo e il balcone prese il nome che ha ancora oggi.

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In questo borgo, oltre a Amerigo Vespucci, è nato un altro personaggio importate per la storia fiorentima: quando il borgo era circondato da fossi maleodoranti un giovane di nome Sandro veniva portato via dal fratello maggiore, conosciuto con il soprannome di Botticello a causa della sua fama di gran bevitore. Quel giovane divenne poi famoso nella storia dell’arte col nome di Sandro Botticelli.

Via dello Studio

Vi siete mai chiesti dove e come sia nata la tanto amata e odiata Unifi? Tutto ebbe inizio nel lontano 1348, durante la peste che spinse i giovani del Decameron fuori Firenze, in quella che oggi è chiamata Via delle Studio. Nelle case della famiglia Tedaldini la signoria fiorentina decise di fondare lo Studiorum Generale affidando la sua gestione all’unica istituzione universale del tempo: la chiesa cattolica.

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Questa istituzione si occupava della diffusione del sapere universale a tutte le persone senza alcuna distinzione, conferendo la prima laurea in Teologia il 9 dicembre 1359. Curioso è il fatto che gli studenti si facessero chiamare goliardi in onore dell’ardito gigante Golia, poiché preferivano le feste allo studio. A causa dell’amore per le feste, per l’alcol e per le donne, lo studio fiorentino precipitò nel degrado più totale, tanto che Lorenzo de’ Medici chiuse lo studio a Firenze trasferendolo a Pisa e solo nel 1860 venne rifondato a Firenze l’Istituto Superiore di Perfezionamento, diventato poi la nostra Unifi.

 

Credits: Sailko, Aldo Cavini Benedetti

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