“L’insostenibile leggerezza dell’essere”

Lettera a un bambino mai nato, Toc Toc Firenze

 

“L’insostenibile leggerezza dell’essere” è un romanzo del 1985 di Milan Kundera, edito da Adelphi.
Solo il titolo è già un programma!
Tentare di dare un’interpretazione a quelle tre parole sarà piuttosto complicato, ma a quale incallito lettore non piace questo tipo di sfida?

La trama

Lo sfondo su cui si svolge la vicenda è la Praga degli anni ’60, quando si comincia a percepire i segni di un crescente malcontento dei Cecoslovacchi nei confronti del Partito comunista, la Cecoslovacchia era infatti allora sotto l’orbita d’influenza dell’Unione Sovietica.
Vi è quindi nel 1968 l’invasione sovietica della Cecoslovacchia per porre fine alla stagione riformista (la così detta “Primavera di Praga”) e riaffermare il regime.
I protagonisti sono due coppie, Tomas e la sua compagna Tereza, Franz e la sua amante Sabine, quest’ultima anche amante di Tomas.
Inoltre vi è un altro soggetto di rilievo nel romanzo: il narratore.
È un narratore esterno ed onnisciente e per di più molto presente, si palesa al lettore dichiarando di essere l’autore del romanzo ed interviene con valutazioni e giudizi.

Tomas e Tereza

Tomas è uno stimato chirurgo che ama molto le donne, egli ne è incuriosito e vorrebbe conoscerle tutte.
Un giorno incontra Tereza che per una serie di coincidenze passerà la notte a casa sua e non se ne andrà mai più.
Sono quelle sei coincidenze a far innamorare Tomas e Tereza, è proprio il caso ad essere pieno di magia, “e se l’amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze.”
L’amore di Tereza è tormentato ed infelice, poiché Tomas la tradisce, al contrario lei vorrebbe una storia esclusiva, Tomas però non riesce a rinunciare alle altre donne, anche se nessuna a parte Tereza ha un posto nella sua anima, ma è angosciato per il male che le procura.
“Nemmeno il nostro proprio dolore è così pesante come un dolore che si prova con un altro, verso un altro, al posto di un altro, moltiplicato dall’immaginazione, prolungato in centinaia di echi

Franz e Sabine

Franz è un brillante professore sposato e Sabine, la sua amante, un’eccentrica artista.
Proprio quando Franz decide di confessare il tradimento alla moglie, Sabine avrà una reazione inaspettata, poiché tutto quello che ci appare leggero e che desideriamo, non tarda a mostrare la sua pesantezza e con il passare del tempo ci apparirà di un peso insostenibile e finiremo col porci ad una distanza di sicurezza per evitare che ci soffochi.

 

Romanzo molto noto, benché probabilmente un po’ sopravvalutato, poiché contiene digressioni oltremisura ed è in alcuni punti ridondante.
Ti consigliamo di leggere la storia di queste coppie fuori dal comune, se hai voglia di meditare sulla stravaganza degli atteggiamenti umani.
Sono infatti numerosi i temi affrontati e sono tutti interrogativi che ci siamo posti almeno una volta nella vita, o situazioni che abbiamo vissuto o concetti su cui ci siamo confrontati con degli amici: la paura dell’abbandono, la felicità inarrivabile per l’uomo, l’insostenibile pesantezza delle cose apparentemente leggere, la fugacità della vita, l’irripetibilità di ogni istante che è sempre più bello nel ricordo che non quando lo viviamo e molti altri.

A volte probabilmente vorremmo leggere staccando la spina da tutte queste domande o leggere senza soffermarci a riflettere troppo, ma in realtà forse ogni romanzo che si rispetti deve avere in sé almeno un interrogativo, uno stimolo per la nostra ragione o per il nostro cuore, in modo da poter lasciare un segno anche una volta finito.

 

Buona lettura!

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