Living in London #2: Affitti e lavoro

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Continua il viaggio di Giulia Trinci a Londra: parliamo di affitti e lavoro.

Ma procediamo per gradi.

Preso il volo, fissato l’hotel o un ostello per le prime notti si comincia a cercare casa. Come?

In Inghilterra trovare una stanza/casa che:

  • Sia vicina alla metropolitana
  • Non somigli a una topaia
  • Non ospiti persone dalla dubbia sanità mentale
  • Non costi quanto lo stipendio medio di un chirurgo

è una vera fatica. Sul serio. Ci sono agenzie, per esempio, che promettono di trovare un posto da favola in poche ore, chiedendo centinaia di sterline solo per avviare la pratica: a volte contattate per sfinimento, dopo aver visitato case fatiscenti in lungo e in largo. Avendo risorse economiche limitate il sito più quotato è gumtree: quasi ogni annuncio è corredato di foto e informazioni inerenti la casa e i coinquilini, dal quale farsi una prima idea; l’unico dettaglio è che, spesso, le foto non corrispondono esattamente alla realtà. Londra cambia radicalmente di stazione in stazione della metro, quello che sembra un affare può rivelarsi una casa decadente in un ghetto; White Chapel, per esempio, il cui nome sembra tanto attraente, è diventato, negli anni, un grande mercato pakistano dove si incontrano solo donne col burqa e signori con barbe e scarpe a punta. Gli affitti sono molto convenienti. Le zone migliori come rapporto qualità/prezzo sono Stratford, Fulham, Brockley, Acton.

 

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Altra questione spinosa è il Curriculum Vitae.

Spesso si sentono italiani lamentarsi di non aver trovato lavoro o di non aver ricevuto chiamate dopo aver lasciato curriculum. Per quanto sia consigliato online, a Londra il formato europeo (europass ecc.) viene guardato con sospetto. La forma più comune di Curriculum Vitae è impostato su una pagina word, con il nome in evidenza sull’intestazione seguito da indirizzo mail e numero di telefono (meglio inserire subito il numero inglese) , niente fotografia, essenziale, pulito, più conciso possibile, con una breve introduzione personale che incuriosisca e convinca l’azienda in questione a fissare un colloquio, dove avrà luogo la vera selezione. Una delle caratteristiche della mentalità londinese è quella di non valutare tanto una persona per voti, meriti o numeri, quanto per passione, voglia di fare. È molto più facile ottenere un posto trasmettendo entusiasmo piuttosto che elencando con voce piatta la lista dei voti scolastici. Inoltre è relativamente facile fare carriera, in qualsiasi ambito. Lavorando sodo, e avendo attitudine, in sei-otto mesi è possibile crescere all’interno dell’azienda, arrivando in due anni a posizioni davvero gratificanti e ben retribuite. Un manager ventiseienne a Londra è una realtà comune, in Italia è un’utopia. La grande possibilità di crescita è motivante e costruttiva: è pressoché impossibile trovare qualcuno davvero insoddisfatto del proprio posto di lavoro. È uno dei principali motivi di successo di questa città: è più un porto di passaggio, nessuno si ferma davvero per sempre a Londra. Utilizzata come un grande trampolino di lancio, per ottenere soddisfazioni lavorative e rimpinguare un curriculum da utilizzare successivamente in altri stati, la sua realtà caotica la rende allo stesso tempo una delle città più e meno vivibili al mondo, con orari massacranti e costo della vita altissimo.

Ma c’è di buono che Londra fa crescere, in tutti i sensi, offrendo in premio quello che aveva promesso, permettendo di ottenere uno status che, altrimenti, sarebbe forse irraggiungibile.

 

Stay tuned!

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