Living in London #4: università, una scelta diversa.

living in london, toc toc firenze

Dobbiamo ammettere che l’università italiana ha diverse pecche. Anche senza conoscere altri sistemi universitari il dubbio che qualcosa non vada esattamente come dovrebbe sorge intorno alla seconda lezione, di solito.

I grandi tomi di centinaia di pagine sono poetici, tradizionali, rassicuranti; ma quanto servirà nel mondo del lavoro conoscere perfettamente la storia della materia in questione, se poi non saremo capaci di rapportarsi con i problemi concreti, quotidiani del lavoro? Chiunque si approcci all’università si prepara mentalmente a passare interi pomeriggi ad infilzarsi nozioni, formule e articoli in mente, sparandosi a memoria date e nomi improbabili, nonché un po’ inutili. Ma lo facciamo, non abbiamo scelta.

Eppure la scelta c’è.

Perché qualcuno, all’estero, ha finalmente pensato che limitarsi a studiare decine di libri serve a ben poco, quando poi una persona non ha la minima idea di come si lavori nell’ambito che si è scelto. Per quanto la parte teorica sia importante, imparare un mestiere non è dato, purtroppo, solo dai libri. Prima era più semplice, sotto questo punto di vista. Il neolaureto veniva accolto sotto l’ala protettrice di un senior, imparando un lavoro giorno dopo giorno. Ora pochi si prendono la briga di spiegare, formare, insegnare. L’annuncio tipo per la ricerca di figure professionali è spesso su questa linea: “Ricerca professionisti ambosessi sotto i 30 anni, neolaureati, con almeno 5 anni di esperienza, ottimo inglese, preferibilmente anche russo o cinese, contratto stagista 2 mesi.”.

Quando lo imparo l’inglese? Il lavoro da cameriere per pagarmi gli studi è incluso o no nei cinque anni? Poi, per puro caso, ti addentri nei vicoli di google, e trovi il sito dell’università di Londra. Impallidisci facendo due rapidi calcoli relativi alle somme che vengono investite ogni anno nell’istruzione, sbirci un paio di programmi, ti innamori dei laboratori, del livello altissimo delle attrezzature, del sistema impostato a progetti, ad assignments, simulazioni di situazioni reali che si possono trovare in un ambiente di lavoro. Stando alle statistiche, studiare in Inghilterra rende meno ferrati sulla grammatica, poiché ci si concentra di meno sulla parte teorica (qui potremmo aprire una parentesi di qualche centinaio di pagine parlando della fine infausta che sta facendo la grammatica italiana, uccisa lentamente a suon di “se io avrei”) ma forma professionisti preparati ad approcciarsi al mondo del lavoro immediatamente dopo la laurea.

 

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Come si fa il grande passo per studiare a Londra?

L’application (iscrizione) va presentata un anno prima, nel periodo compreso tra il 15 settembre e il 15 gennaio (per Oxford e Cambridge le iscrizioni chiudono il 15 di ottobre) tramite il sito UCAS, che svolge un’azione puramente amministrativa ma costituisce l’unico modo per comunicare con l’università prescelta. L’application su UCAS è una delle cose più noiose esistenti sulla faccia della terra: è necessario ogni minimo, insulso dettaglio della vita dello studente, dalla carriera scolastica alle esperienze lavorative, e poi voti, indirizzi, domande. La parte più spaventosa è la cover letter, che in molti casi determina il successo o meno di un’application, pur non possedendo tutti i requisiti necessari. Il sistema selettivo è molto rigido, e pure molto efficace, dato che l’85 % degli iscritti termina gli studi. Le tasse sono altissime, variabili a seconda dell’ateneo, possono sfiorare le 10.000 sterline annue.

Fortunatamente il governo inglese offre la possibilità di coprire per intero le spese universitarie con l’onere di restituirle a rate mensili una volta trovato lavoro nell’ambito della laurea, con uno stipendio annuo che superi le 21.000 sterline. I tipi di offerte che si possono ricevere sono due: la unconditional offer, dove lo studente viene accettato, appunto, senza alcuna condizione, e la conditional offer in cui il richiedente verrà ammesso solo dopo il conseguimento di un obiettivo prefissato, che può essere un certo voto all’esame di inglese (l’IELTS, fondamentale per l’ammissione) o il voto della maturità (iscrivendosi un anno prima, il liceale deve fare una previsione del voto che si aspetta di prendere e comunicarlo tramite UCAS)

 

Stay tuned! Vuoi partire per Londra ma hai bisogno di qualche consiglio? Leggi gli altri articoli di Living in London!

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