Living in London #6: l’altro lato della medaglia, come ci vedono loro

living in london, toc toc firenze

Andando a logica, essendo Londra una delle città più cosmopolite al mondo, l’esistenza del razzismo sarebbe un paradosso. Niente di più sbagliato.

Prima di partire, che Londra sia una delle poche città prive di razzismo sembra quasi scontato. Atterri con il tuo aereo e osservi incantato il mix di culture incastrate perfettamente nella routine quotidiana: 150 etnie diverse che lavorano, mangiano, vivono insieme. E’ una realtà affascinante, che, dopo appena qualche settimana, dona un’apertura mentale che in Italia è impensabile raggiungere. Ma convivere con ogni tipo di cultura presente sul globo terrestre non significa in Inghilterra non esista alcuna forma di razzismo. Anzi.

Ogni etnia, ogni lingua ha i suoi luoghi comuni. E una manciata di aggettivi per definirla. Il lato interessante sta nel fatto che si parla di giudizi e non di pregiudizi, volendo significare che ognuno si è beccato un nomignolo dopo essere stato osservato per i suoi comportamenti, un po’ come quando dopo un paio di mesi si distinguono il secchione, lo sfigato e via dicendo in una classe scolastica appena formata.

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 Cosa pensano i londinesi di noi?

Ovviamente il fiore all’occhiello siamo noi. Gli italiani. La prima parola usata per riassumerci è loud, casinisti: qualsiasi cosa facciamo, in qualsiasi posto ci troviamo, si percepisce in modo decisamente marcato la nostra presenza; ma non in modo positivo.

Poi troviamo cheesy: piacioni; all’estero hanno capito che, di base, gli italiani ci provano con la tecnica dello sfinimento con qualsiasi cosa che possegga capacità respiratorie.

Poi ci vestiamo tutti uguali, facciamo bene la pizza e mangiamo pasta a ogni ora del giorno. C’è chi pensa che per colazione mangiamo lasagne. Ci è stato affibbiato anche di tonti, complice il fatto che, insieme agli spagnoli, deteniamo l’imbarazzante record di inglese parlato peggio, con un accento da brivido. Per non parlare del fatto che, non appena confermata la nazionalità, ogni italiano è costretto a sorbirsi almeno un paio di minuti in cui l’interlocutore balbetta alla meglio un paio di parole a caso in italiano, finendo in bellezza con Berlusconi, la mafia e il mandolino.

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 I nostri pro e i nostri contro

E’ frustrante, a volte, sentirsi etichettati ancora prima di iniziare a parlare, dover dimostrare di essere parte della fetta degli italiani che no, non urlano, e no, non sono idioti. Siamo pure mammoni e lamentoni, ma ottimi chef, beviamo il caffè forte e senza zucchero, e soprattutto senza latte. Abbiamo il senso del gusto estetico e la migliore cucina, anche se gran parte della gente si sta chiedendo che razza di accoppiata sia il prosciutto e melone.

L’Italia, però, è di comune accordo considerata come il paese più bello al mondo. E quando ti tocca ammettere che è stupenda per le vacanze, perché viverci è estremamente difficile, ti prende un po’ la tristezza. Perché per quanto Londra sia meravigliosa, casa è sempre casa.

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 Il rovescio della medaglia

Vivere da immigrato, perché in parte è ciò che siamo, permette di osservare il mondo dall’altro lato della medaglia. Proprio noi che facciamo i gradassi con gli immigrati in Italia ci troviamo poi a dover combattere contro i nostri stessi stereotipi, faticando per convincere qualcuno che siamo in gamba, nonostante i luoghi comuni.

Così tutto assume un significato diverso, più sottile. Ripensi per un momento alla sforzo della signora peruviana che tenta di spiegare qualcosa in un italiano maccheronico, al ragazzo di colore, arrivato in Italia cercando un’America che non troverà mai, finendo a vendere fazzoletti, senza i soldi per tornare a casa. Alla famiglia cinese che si insinua nel mercato, lavorando 20 ore al giorno e sfinendosi per imparare la lingua. Ripensi allo sforzo che stai facendo per inserirti in una cultura diversa dalla tua, di quanta apertura mentale e quanti sacrifici richieda. Sorridi di un sorriso amaro, ti ci sono voluti venti anni per vederla sotto un altro punto di vista.

 

Stay tuned! Vuoi partire per Londra ma hai bisogno di qualche consiglio? Leggi gli altri articoli di Living in London!

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