L’Opificio delle Pietre Dure: la cura dell’arte

opificio delle pietre dure, toc toc firenze

Vivere a Firenze è un privilegio enorme per chi ama l’arte in tutte le sue forme. Non c’è strada del centro che non ci regali scorci mozzafiato o che non ci faccia sbattere il naso contro una delle sue opere lasciandoci, letteralmente, a bocca aperta. Non c’è culture del bello o dell’arte al mondo che non ammiri Firenze e che non ne rimanga estasiato.

Insomma, vivere nella culla del Rinascimento, che bel privilegio che abbiamo! Ma al di là degli artisti, al di là del passato, non ci chiediamo mai chi ci sia dietro alla bellezza della nostra arte? Non ci chiediamo mai chi, almeno in parte, contribuisce a rendere sempre sgargiante il nostro tesoro?

Uno dei vanti che Firenze può cantare è quello di essere la culla di uno di più importanti Istituti Culturali la quale attività comprende il restauro di opere d’arte di vario genere: l’Opificio delle Pietre Dure

Un po’ di storia

Non tutti sanno che l’istituto fu fondato nel 1588 da Ferdinando I de’ Medici come una manifattura artistica specializzata in pietre dure. La manifattura continuò anche sotto la dinastia Lorenese impegnandosi, per secoli e secoli, nella costruzione della Cappella dei Principi di San Lorenzo.  Dopo la seconda guerra mondiale, dal momento che l’Opificio delle Pietre Dure aveva acquistato fama internazionale, si occupò del restauro di opere danneggiate dalla guerra in tutta Italia.

La storia della seconda realtà, che da origine all’Istituto, dell’Opificio delle Pietre Dure è altrettanto interessante: Ugo Procacci, nel 1932 fondò il ”Gabinetto Restauri della Soprintendenza delle Belle Arti di Firenze“, il primo laboratorio moderno in Italia ed uno dei Primissimi nel mondo. Uno dei grandi meriti di Procacci fu quello di utilizzare applicazioni scientifiche come atto preliminare del restauro dando inizio alla cosiddetta stagione dei restauri di rivelazione.

L'opificio delle pietre dure, Toc toc Firenze

L’Opificio delle Pietre dure si occupò anche, nel 1966 a causa della grande alluvione che colpì Firenze, di restaurare le molte opere danneggiate. Tante erano queste, che si dovette trasferire alla Fortezza da Basso a causa non solo della quantità del materiale, ma anche della grande mole di parte di questo.

Ma oggi che cos’è l’Opificio delle Pietre Dure?

Oggi l’Opificio svolge più funzioni. Comprende una biblioteca specializzata nel settore del restauro, un museo, è sede di una scuola di alta formazione e del restauro di opere. Le sedi sono tre: in via degli Alfani (sede anche del museo, della scuola e della biblioteca), nella Sala delle Bandiere di Palazzo Vecchio e alla Fortezza da Basso.

L'opificio delle pietre dure, Toc toc Firenze

Il museo e la biblioteca

Il museo è l’espressione della secolare attività dell’Opificio delle Pietre Dure di restauro e ricerca e non corrisponde ad una precisa volontà collezionistica. Le grandi opere dell’Opificio sono raccolte nei più prestigiosi musei del mondo, qui possiamo trovare però, tra le altre cose, opere incompiute di grande valore e prestigio, perfettamente in grado di delineare la storia artistica e le infinite capacità di questo Istituto.

La biblioteca possiede al suo interno una vastissima quantità di materiale. Aperta a studiosi, restauratori, studenti di restauro ed universitari e comprende circa 10.000 volumi, 13.000 spogli da riviste e le opere miscellanee e circa 300 tesi di diploma.

La scuola di alta formazione

Il diploma della scuola dell’Opificio delle Pietre Dure è equiparato ad una laurea magistrale in n Conservazione e Restauro dei Beni Culturali.

La scuola comprende lezioni teoriche ed attività pratiche che si svolgono all’interno dei laboratori di restauro. Il personale docente è costituito sia da personale interno che da esperti provenienti da Enti impegnati nella ricerca e nell’attività di tutela e conservazione.

 

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