Madonne fiorentine: fra bellezza, arte e intelligenza

Madonne fiorentine, Toc Toc Firenze

Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, e dietro ogni bella città c’è una bellissima Madonna. In questo caso più d’una e che, secolo dopo secolo, hanno provato a piccoli passi ad emanciparsi ed uscire dalle cornici dei pittori.
Oggi vogliamo ricordare le nostre madonne fiorentine.

All’inizio la donna era silente arte dai tratti gentili e questo lo sapeva bene il nostro caro Dante Alighieri, che dedicò anni e rime alla sua bella Beatrice Portinari. Di lei non si hanno quadri e dunque possiamo solo immaginarla, ma sappiamo che la povera visse solo dal 1266 al 1290 (la data di nascita e di morte le sono state attribuite dal testo Vita Nuova di Dante) e che morì al primo parto dopo essersi sposata con un Bardi.
Il poeta doveva nutrire forte passione per le fiorentine, anche perché non solo la sua donna angelica era di Firenze, ma lo fu pure sua moglie Gemma Donati alla quale sono state dedicate strofe minori.
Nel Rinascimento furono tutti d’accordo nel definire Simonetta Cattaneo come la più bella, anzi, per citare Sandro Botticelli la “sans pareille”.
Genovese di nascita diventa fiorentina d’adozione
dopo il suo matrimonio con Marco Vespucci, cugino del più celebre Amerigo. I Cattaneo, nonostante fossero una famiglia più abbiente, concessero il matrimonio coi Vespucci per accattivarsi la famiglia dei Medici; ma per entrare nelle grazie della famiglia bastò presentare a Giuliano dei Medici, fratello minore di Lorenzo, la bellissima Simonetta.

Madonne fiorentine, Toc Toc Firenze
In termini moderni Giuliano de’ Medici fece coming out durante un torneo cavalleresco svoltosi in Santa Croce: il nobile fece di tutto per vincere la competizione perché in palio c’era un quadro con sopra dipinta la bella Simonetta che, si narra, da allora diventò sua amante. L’unico artista che è riuscito a rappresentare per davvero la sua bellezza è stato Sandro Botticelli, che ha trasformato Simonetta in Primavera e Venere.
L’amore dell’artista per la sua modella fu anche esemplificato dalla volontà del Botticelli di essere seppellito ai suoi piedi. Altri artisti dell’epoca come Polizano, il Pulci e Piero di Cosimo cantarono la sua bellezza effimera, poiché la giovane si spense di tisi a soli 23 anni. Per l’occasione anche il Magnifico scrisse un sonetto:
“O chiara stella che co’ raggi tuoi, dove immagina Simonetta che sale al cielo ad arricchire il firmamento.”

Molto meno bella ma, paradossalmente, ad oggi molto più celebre è Lisa Gherardini che a Firenze fu celebre per essere la moglie di Francesco del Giocondo e un’ennesima amante di Giuliano de Medici.

 

L’amante di Giuliano de Medici, ma per il mondo: la Monnalisa

 

Lisa nacque nel 1479 e da giovanetta ebbe un figlio illegittimo con Giuliano, allora la famiglia Medici era in esilio e quindi fu necessario un “matrimonio riparatore” col giocondo mercante di seta e di vesti Francesco di Bartolomeo di Zanobi del Giocondo.
Dal marito ebbe altri 5 figli e proprio in occasione della nascita di uno di questi, Leonardo, fu commissionato a Leonardo da Vinci il famoso dipinto.
Il quadro fu commissionato nel 1503 e la povera Lisa non lo vide mai, poiché il pittore avvertì il dipinto come incompleto e soprattutto perché Leonardo fu costretto a tralasciarlo per un altro incarico destinato al Salone del 500 di Ponte Vecchio.
Le donne fiorentine anche nei secoli successivi restano celebri per la loro bellezza e la loro furbizia, un altro esempio lo ritroviamo con Virginia Elisabetta Luisa Carlotta Antonietta Teresa Maria Oldoini Verasis Asinori, o meglio nota come la Contessa di Castiglione.

Madonne fiorentine, Toc Toc Firenze
La fiorentina, a soli 17 anni, andò in sposa a Francesco Verais Asinari, storicamente noto come “il povero becco”, che le permise di entrare nella corte dei Savoia.
Il suo primo amante fu proprio Vittorio Emanuele II, ma quello più famoso resta Napoleone III che sedusse per meri scopi politici. Fu infatti suo cugino Cavour a combinare quest’incontro che, la stessa Contessa, ne sottolineò l’importanza storica, tanto d’ averla portata a conservare gelosamente la vestaglia indossata quella notte (che adesso si trova in un museo).
Più sfortunato “il povero becco” che finì in miseria per i dispendiosi capricci della Contessa.
Forse più sfortunata delle precedenti perché più longeva, lei è stata la prima a dover convivere con la vecchiaia ed il declino della sua bellezza, che la portarono a finire i suoi anni ne La Spezia, in una triste casa senza specchi che le potessero ricordare il suo defloramento, ma con sole grandi foto della bellezza che fu.

E le madonne fiorentine del 900 si diedero anche al cinema…

Le prime fiorentine che non furono solo belle le troviamo nel cinema, una sotto il nome di Elena Seracini, in arte Francesca Bertini, e l’altra conosciuta come Chiara Calamai. La prima iniziò la carriera inscenando commedie napoletane, ma poi diventò nazional popolare nel 1910 col suo primo film, Il trovatore.
L’attrice di cinema muto fu sempre molto viziosa in quanto per ogni scena voleva un abito nuovo e ogni giorno alle 17:00 pretendeva di prendere un tè in un grande albergo con delle dame.
La sua carriera finì con l’avvento del sonoro, in quanto per la sua greve voce fu costretta a rifiutare un contratto con la Fox, e si ritirò a vita privata col suo marito banchiere Alfred Cartier.
Il primo film della Calamai, invece, fu nel 1938 ma il successo l’ottenne solo nel 1941 quando diventò il primo seno nudo della storia del cinema. Nel film vietato ai minori, La cena delle beffe, fu infatti inquadrato per pochi secondi il suo seno sinistro che diventò il più famoso al mondo. L’attrice si ritirò a vita privata dopo Profondo Rosso di Dario Argento, nel quale ebbe un ruolo importante.

Anche le fiorentine celebri ai giorni nostri hanno trovato la loro fortuna nelle arti sceniche, si pensi alla bellissima Vittoria Puccini e all’ energica Irene Grandi.

Il secolo scorso Firenze ha dato i natali a due donne che, per la prima volta, hanno abbandonato gli specchi ed i lustrini per dare spazio alla bellezza delle loro parole.

Madonne fiorentine, Toc Toc Firenze
La discussa Oriana Fallaci nasce come attivista nel partito della Resistenza quando Firenze fu occupata dai nazisti, ma la sua prima occupazione come giornalista la trovò nel Mattino dell’Italia (quotidiano d’ispirazione cristiana) dove fu licenziata perché si rifiutò di scrivere un articolo su Palmiro Togliatti.
La sua fama divenne internazionale quando lavorò come reporter durante le guerra in Vietnam, in india, in Pakistan e Medio Oriente; e proprio durante una delle sue spedizioni conobbe l’oppositore greco Alexandros Panagulis, suo futuro marito. Dopo la misteriosa morte di Alexandros, l’ormai scrittrice Oriana Fallaci, si ritirò a vita privata a New York, dove si ammalò anche di cancro. Di lei si risente parlare solo dopo l’attentato alle Torri Gemelle del l’11 settembre 2001, data in cui inizia una sua nuova guerra personale, questa volta contro il fondamentalismo islamico, che ha portato avanti fino alla sua morte avvenuta a Firenze nel 2006.

Ed in fine vogliamo ricordare Margherita Hack

L’ultima grande donna che ci sentiamo di omaggiare è la famosa astrofisica Margherita Hack; che fu rispettato professore di astronomia dell’Università di Trieste e prima donna al mondo a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste. Donna atea, attivista politica (per più anni si è proposta in svariate città come rappresentate del partito comunista) e sociale, vegetariana fin dalla tenera età e a favore della ricerca nucleare ma contraria alla costruzione delle centrali sul territorio italiano.
La sua fama fu internazionale, in quanto diventò membro della Nasa, ma che si è spenta nello scorso 2013 a causa di alcuni problemi respiratori. Dopo la sua morte nessuno l’ha immaginata stella che saliva nella volta dei cieli, ma anche perché in questo secolo tutti sanno che una stella c’impiega milioni di anni per nascere.

 

Credits: hexion ; Pietro Zanarini  ; oriana.italy

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE