Matilde di Canossa: la regina del Medioevo

matilde di canossa, toc toc firenze

Nata a Mantova nel 1046, la granduchessa Matilde di Canossa divenne celebre donna del Medioevo grazie al suo carattere forte e coraggioso, che le permise di dominare tutti i territori italiani a nord dello Stato della Chiesa.

Ricostruirne oggi un ritratto veritiero sarebbe impossibile ma fortunatamente tutte le sue gesta ci giungono raccolte nel testo di Donizone “Vita Mathildis”; il monaco benedettino fu infatti amico e confessore della granduchessa e, anche se in uno stile rozzo, la sua opera è ritenuta di grande importanza storica.

La sua storia

Narra che dopo aver sposato Goffredo il Gobbo, per decisione della madre, ne rimase incinta e solo per la sua forza riuscì a superare il travagliato parto e, a causa di insofferenze da parte della casata dei Lotaringia, si affrettò a tornare dalla madre. Nonostante lui provasse più volte a riconquistarla con doni, armate e terreni, lei restò salda e risoluta sulla sua decisione e neanche pianse la sua morte quando egli cadde vittima di un’imboscata.

Dopo qualche anno dalla morte della madre ancora una volta Matilde dimostra la sua straordinaria fermezza e attitudine al potere prendendo in mano il vasto regno che andava da Tarquinia al Lago di Garda.

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I rapporti con Firenze e le battaglie contro l’impero

La Toscana, e quindi anche Firenze, facevano parte del vasto territorio di Matilde. Firenze si munì della cinta muraria soprannominata poi “le mura matildine”, per difendersi maggiormente dagli attacchi esterni, che si facevano sempre più probabili in quel periodo difficile. Matilde non ostacolò la determinazione di Firenze nel sapere “badare a se stessa”, ma anzi supportò questa autonomia della città.

Nel 1080  Matilde si schierò dalla parte di papa Gregorio VII nella lotta contro l’imperatore Enrico IV combattendo con onore e riuscendo perfino a sbaragliare da sola le truppe imperiali nella fatidica battaglia di Sorbara presso Modena.

Ci troviamo quindi davanti ad una grande donna, forte e decisa, un personaggio di quelli che difficilmente esistevano a quel tempo date le limitate libertà di cui godevano le donne o comunque la scarsa importanza che veniva loro data.

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Tra mito e realtà

Per citare ancora episodi straordinari della sua vita riuscì infine a sconfiggere il suo nemico Enrico IV con un esercito di feudatari e a far salire al trono il figlio dell’imperatore Corrado di Lorena che la incoronò “Regina d’Italia” e “Vicaria Imperiale”. Tuttora l’evento è ricordato ogni anno con la celebrazione del Corteo Storico Matildico l’ultima domenica di Maggio presso il Castello di Bianello a Reggio Emilia.

Caratteristica del suo animo era anche la sua immensa generosità e prodigalità verso la chiesa, fondò infatti più di cinque chiese tra cui la chiesa di Sant’Andrea Apostolo di Vitriola a Montefiorino, Modena.

Morì poi nel 1115 di gotta e fu sepolta prima in San Benedetto in Polirone , poi in Castel Sant’Angelo ed infine nella Basilica di San Pietro. Firenze onorò Matilde con solenni cerimonie funebri. La città si avviava già verso l’età comunale, e lo doveva in gran parte anche a Matilde di Canossa.

Da subito la granduchessa divenne protagonista di miti e leggende che la videro ora profonda religiosa ora spinta da forti passioni carnali e spirituali.Vero è che in quel periodo difficile riuscì ad emergere lottando con tutte le sue forze nonostante la condizione delle donne fosse ancora lontano dall’emancipazione.

 

Credits: Wikipedia, reggioemiliaturismo.provincia

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