Matteo Renzi: quando il potere passa anche per lo stile.

matteo renzi, toc toc firenze

Scopri come è cambiato lo stile dell’ex sindaco di Firenze e attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la sua carriera politica.

Tutto ebbe inizio da qui.

matteo renzi, toc toc firenze

Anno 2003: un giovane ventottenne di nome Matteo Renzi è eletto segretario della Margherita di Firenze. Non arriva dal nulla questo Matteo, è un attivista dalla più giovane età. Un politico che ha fatto la gavetta, si potrebbe dire.

Indossa una camicia a quadri ed un maglioncione beige palesemente oversize. Arriva dal mondo dei boy scout Matteo, e a quel mondo si ispira anche nell’abbigliamento.

Poi, nel giro di un anno tutto cambia: il giovane Matteo viene eletto presidente della provincia di Firenze nel 2004, la sua carriera politica fa un repentino balzo in avanti e nel giro di un solo anno il suo stile cambia notevolmente.

matteo renzi, toc toc firenze

È un nuovo Matteo quello che siede in palazzo Medici Riccardi: indossa l’abito blu scuro (sempre un po’ troppo grande per la verità), la camicia bianca (e al bando i quadrettini che fanno così tanto post comunista!) e toglie gli occhiali da vista (non se ne può più dei secchioni). Anche i capelli hanno un taglio più moderno, con quel ciuffo in bella vista.

Da questo momento in poi la carriera del giovane Matteo sarà repentina e sfolgorante, così come repentini saranno anche i cambiamenti del suo look.

matteo renzi, toc toc firenze

Qui vediamo un Renzi nel 2008, ormai rodato presidente della provincia, che non smette di ammiccare verso un abbigliamento radical chic, da tipico benpensante di sinistra: la giacca chiara sopra il pantalone grigio scuro non gli danno certo un’aria giovanile. Sicuramente a quei tempi nessun consigliere di stile seguiva il giovane Matteo e men che meno alcuno stilista.

Tutto scorre in questo modo, e a mosse sempre azzeccatissime per quanto riguarda la sua carriera politica fanno da contraltare cadute di stile più o meno clamorose, tra colorini sbiaditi, sempreverdi camicie a quadrettoni (ebbene sì, non erano scomparse come volevamo sperare!), scarpe da ginnastica sfoggiate ad incontri ufficiali con rappresentanti delle istituzioni e le immancabili mise sportive per gli eventi benefici come le maratone fiorentine.

Le cose iniziano a cambiare nel 2011: Matteo ha ormai trentasei anni e, a dirla tutta, li porta bene. Non è bello, piace. Ed anche l’aspetto esteriore comincia a cambiare: c’è in questo giovane politico nel frattempo divenuto sindaco di una delle città d’arte più famose d’Italia una nuova consapevolezza.

matteo renzi, toc toc firenze

Qui lo vediamo nel 2012 al congresso nazionale PD, poco prima della sua candidatura alle primarie: è un uomo nuovo, diverso. Il volto porta con sé la consapevolezza di essere una delle figure politiche più nuove del panorama politico italiano ed anche un pizzico di sfrontatezza. L’abbigliamento segue a ruota: rottamate questa volta definitivamente le camicione a quadri puntualmente di due taglie sopra, Matteo scopre le camicie bianche slim fit (da portare rigorosamente sbottonate) e gli abiti in tessuti strutturati e giovanili dai colori vistosi (come il grigio petrolio e o il blu chiaro). Se sia tutta farina del suo sacco o se ci sia lo zampino di qualcuno che di stile e comunicazione se ne intende rimane un dubbio lecito. Non è più tempo di un abbigliamento che richiami rigidi canoni di appartenenza politica, c’è da sparigliare le carte.

Dopo la ormai famigerata comparsata al popolarissimo programma di Maria De Filippi “Amici” in tenuta da Fonzie, con chiodo di pelle annesso, la strada dello stile di Matteo Renzi è stata tutta in discesa: oggi Matteo non sbaglia un colpo del rigido dress code della politica. Pensionati i completi in acrilico nero e le giacche color cammello prese dall’armadio del nonno, oggi non si discosta quasi mai dall’abito blu e dalla camicia bianca, sicuro nei suoi completi Ermanno Scervino o Stefano Ricci, non a caso due importanti stilisti fiorentini.

Un unico neo (oltre ai numerosi che gli caratterizzano il volto): niente cravatta. Il suo personalissimo modo per cambiare verso anche nello stile della politica.

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