Il mercato centrale di San Lorenzo: com’era e com’è diventato oggi

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Se siete in cerca di cosa visitare a Firenze, una tappa al Mercato Centrale è d’obbligo. Ecco un po’ di storia.

La Storia del Mercato di San Lorenzo inizia nel 1865, quando Firenze divenne Capitale d’Italia.

Il Vecchio Mercato si trovava in Piazza della Repubblica e fu considerato inammissibile che fosse troppo vicino – con la quantità di degrado e di confusione che generava- ai Palazzi del Potere.

Il consiglio comunale decise di demolire il mercato per restaurare l’antica piazza e di costruire tre nuovi mercati: San Lorenzo, Sant’Ambrogio e San Frediano.

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La zona ove oggi sorge il Mercato di San Lorenzo, all’epoca era chiamata Camaldoli ed era una zona popolare, malsana, di estrema povertà e degrado; furono espropriate ed abbattute numerose abitazioni per creare la moderna Piazza del Mercato Centrale.

La costruzione e l’età d’oro del mercato

Nel 1870 il progetto per il nuovo Mercato fu affidato a Giuseppe Mengoni (creatore, pochi anni prima, della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano).

L’architetto usò i materiali più innovativi per l’epoca – ghisa, ferro e vetro – ma riuscì a combinare lo stile del Rinascimento Fiorentino con l’Art Noveau, creando un edificio che si amalgamava perfettamente con il resto della città.

I lavori terminarono nel 1874 e il Nuovo Mercato fu inaugurato con l’Esposizione Internazionale dell’Orticultura; tuttavia i fiorentini erano restii a trasferire le loro botteghe nel nuovo edificio e solo nel 1881 il mercato divenne ampiamente operativo.

511 commercianti avevano le loro botteghe di frutta e verdura al proprio interno, il pesce veniva venduto nei sotterranei dell’edificio, mentre la carne e gli animali venivano commerciati nelle bancarelle che sorgevano spontaneamente nelle strade attorno al mercato, parimenti popolate da friggitorie e osterie a prezzi modici.

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Il mercato in epoca moderna

La ripartizione del mercato rimase sostanzialmente la stessa fino al 1966, l’infausto anno dell’alluvione, in seguito alla quale il Mercato del Pesce fu spostato nei pressi dei Macelli nella zona di Rifredi, per lasciare spazio ad un parcheggio per le auto. Le bancarelle di carne e bestiame lasciarono il posto a tessuti, abbigliamento e oggetti tipici dell’artigianato fiorentino. Al posto delle friggitorie e delle osterie, sorsero numerosi negozi di pelletteria.

Tutto questo, assieme al diffondersi della grande distribuzione, sminuì poco alla volta il ruolo del Mercato Centrale di San Lorenzo, considerato ormai come una meta turistica. Ai giorni nostri, infatti, il Mercato è considerata una tappa obbligatoria per ogni turista che voglia cogliere in pieno la storia e l’anima di Firenze.

Da poco tempo tra l’altro è stato inaugurato il primo piano che offre prodotti di qualità da consumare o comprare: vini, salumi e altre tipiche specialità. Cosa aspetti?

 

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