Message in a bottle – La bottega di Calliope

Il gruppo di scrittura EsseCìEffe ha da pochi giorni compiuto 2 anni e teniamo a ringraziare tutti i nostri lettori che ogni settimana ci sostengono dall’altra parte dello schermo.

Ispirati un po’ ai Police un po’ al film Castaway con Tom Hanks e Wilson questa settimana ci siamo immaginati su un’isola deserta e solo con una possibilità di poter comunicare con il mondo. Insomma speriamo che qualcuno raccolga il nostro messaggio!

Ho conosciuto la libertà e…

Scrivo questa lettera per occupare il tempo, Spero che mai nessuno di voi la legga; e se per sbaglio vi capita di farlo: bruciatela! Non voglio esser salvato, io qui sto proprio bene. Sapete, non mi mancate proprio per niente, nessuno di voi. Qui ho già fatto amicizia con un uccello: l’ho chiamato Paolo; ma non se ne intende tanto di arte… Poi ho conosciuto una tigre: l’ho chiamata uomo; ma è pacifica, non fa mai a botte. Poi ho fatto amicizia con una ranocchia: l’ho chiamata andrea; e ANCHE lei non difende tanto bene. Poi mi è capitato di conoscere un pesce: l’ho chiamato tuffo; ma è una sogliola… Ah poi ho parlato con un cavallo: l’ho chiamato cacio; ma col pane non ci stava bene… Poi ho conosciuto una mano, che già avevo con me: l’ho chiamata Federica, e sì, lei è l’unica mia Vera amica. Insomma, qua va tutto alla grande, finalmente posso girar per strada senza mutande!

Autore: Lorenzo Cambi

Dentro la bottiglia

Lascerò al mare, la responsabilità di cullare per un’ultima volta queste mie parole. Forse sbiadiranno o non arriveranno mai a destinazione o rimarranno sepolte nella profondità della Terra, per secoli.
Ma se un giorno un’anima curiosa le troverà, allora potrò svelare l’essenza della mia esistenza, qui. Se hai trovato questo messaggio, se stai leggendo queste parole, fa che rimanga indelebile la mia speranza giunta a compimento. Non e’ una richiesta d’aiuto, ma un insegnamento. In quest’isola ho messo la mia anima a nudo : nessun abito avrebbe saputo scaldare il mio cuore inaridito dalla solitudine.
Nessun frutto avrebbe potuto nutrire la mia fame di ricordi, nessuna bevanda avrebbe potuto colmare la mia sete di emozioni.
Ma è qui, e qui solo, che ho imparato ad Ascoltare. Ogni suono portato dal vento era una melodia di fratellanza, che mi abbracciava dove non c’era più distinzione tra notte e giorno.
Ed ogni canto d’uccello prima di spiccare il volo, era un insegnamento a spiccare il volo con loro. In un’isola deserta, non hai tesori.
Non esiste il possesso, poiché tutti siamo ladri.
Ho rubato con gli occhi il tramonto di ogni sera, ho sottratto la luce del sole agli alberi e alla vegetazione, ho trafugato la natura dai suoi frutti maturi e dai suoi pesci, per nutrire il mio corpo e il mio spirito.
Mi sono lasciata rubare anche io, mentre sedevo sulla riva a contemplare il mare.
Per giorni, sono rimasta lì, a chiedermi se davvero fosse esistita una fine a quella sconfinata acqua che mi somigliava tanto, spesso mossa da turbamenti.
E quando, senza trovar risposta, mi alzai e provai a smuovere l’acqua, fu proprio allora che vidi il mio riflesso sfumare.
Aveva rubato il mio volto, per molto tempo, ma non la mia Anima.
Ho visto le mie mani immergersi in quel riflesso, ed è stato allora, che ho conosciuto davvero Me stessa.

Autrice: Monica “Moe” Ricci

Vuoi leggere altri racconti e poesie? Allora scopri le altre opere della Bottega di Calliope!

Credits: Fabio Calamosca

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE