50 anni dopo l’assassinio, Kennedy vive ancora a Firenze

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Cinquant’anni fa veniva assassinato John Fitzgerald Kennedy; oggi il pensiero di uno dei Presidenti degli Stati Uniti più amati sopravvive anche a Firenze.

Figura anticonformista e controversa, capace di andare oltre i meccanismi e le consuetudini della vecchia politica fino ad arrivare alla Casa Bianca, Kennedy è ricordato ancora oggi come un americano pieno di ideali, che aveva il suo peso non per il ruolo che portava, ma per le parole e la modestia che trasmetteva.I pensieri e le opinioni di JFK, la sua visione del futuro della società americana, così lungimirante per l’epoca, sono ormai parte della storia e della politica, così come le battaglie condotte da Martin Luther King (quest’anno c’è stato anche il cinquantenario per la marcia su Washington da lui organizzata il 28 agosto dal 1963 per sostenere i diritti degli afro-americani). Protagonisti della vita politica americana negli stessi anni, divennero due uomini simbolo della lotta per i diritti civili.

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E oggi, nel cuore di Firenze, città tanto amata dai Kennedy, c’è un luogo dedicato alla battaglia da loro portata avanti, un luogo dedito alla difesa dei diritti umani.
La famiglia e gli amici di Robert F. Kennedy, per realizzare il suo sogno di un mondo più giusto, decisero di portare avanti i suoi ideali promuovendo la sua parola negli Stati Uniti prima e nel resto del mondo poi. Il Robert F. Kennedy Center for Justice & Human Rights è un’organizzazione no-profit che lavora per promuovere ed educare ai diritti umani, con l’obiettivo di formare young leaders, le generazioni che un domani saranno a loro volta promotori e sostenitori di questa battaglia.

In Italia,  hanno sede il “Training Institute” e il progetto educativo “Speak Truth To Power”, che cercano di mantenere viva l’eredità culturale nel campo della difesa dei diritti umani nelle scuole e non solo, grazie anche al sostegno delle istituzioni pubbliche.
L’organizzazione, inoltre, ha inaugurato all’interno dell’ex carcere delle Murate l’RFK International House of Human Rights, che ospita attivisti dei diritti umani provenienti da tutto il mondo, come ad esempio i ‘digital activists’, che portano avanti la loro lotta attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.

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Visitare l’International House vuol dire poter comprendere pienamente il significato di questa esperienza: basti pensare che le stanze sono state ricreate all’interno di quelle che erano le celle dove sono stati rinchiusi oppositori di molti regimi.
Inaugurata a maggio 2013, l’International House si presenta così come un luogo di sofferenza che diviene luogo di speranza, un simbolo riconquistato dalla città e restituito alla società.

All’interno dello spazio delle Murate vengono organizzate anche numerose iniziative, come ad esempio il Dialogue Cafè, il primo network mondiale di videoconferenze per la società civile che utilizza il sistema della Telepresence, di cui l’RFK Center Europe è l’unica sede italiana.

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Il 26 novembre, inoltre, ci sarà l’appuntamento mensile Human Rights Tuesday Nights dedicato ai diritti umani nel Sahara Occidentale, in collaborazione con il Caffè Letterario e in diretta su Controradio (maggiori informazioni su www.rfkennedyeurope.org).

In occasione dell’anniversario è stata anche organizzata una mostra fotografica dal titolo “Freedom Fighters. I Kennedy e la battaglia per i diritti civili” in mostra al Maxxi di Roma fino al 24 novembre. Dal 29 novembre al 10 dicembre invece nella Sala Tobino di Palazzo Ducale a Lucca.

L’RFK Center, l’International House o la stessa mostra “Freedom Fighters” sono la continuazione del messaggio delle battaglie civili condotte con coraggio e determinazione dai Kennedy.
E oggi, da Firenze guardando al mondo, ci piace ricordare John F. Kennedy e il fratello Bob con queste frasi (semplici, ma non banali) che ricordano e rappresentano il loro pensiero sull’uomo politico e sulla morale dell’uomo:

“Un uomo fa ciò che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana” (John F. Kennedy).

“Ci sono coloro che guardano le cose come sono, e si chiedono perché. Io sogno cose che non ci sono mai state, e mi chiedo perché no” (Robert F. Kennedy, citando George Bernard Shaw).

 

[Credits: New York Times; Valerio Giovannini; Domenico Iuliano]

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