Neorealismo – La bottega di Calliope

Questa settimana è stata scelta, o per meglio dire pescata, una challenge davvero particolare. Il tema è il Neorealismo, corrente letteraria difficile da definire poichè più che una corrente letteraria vera e propria si tratta più di un periodo storico, individuato alla fine della prima metà del ‘900. Abbiamo numerosi autori entrati nella storia della letteratura che ne fanno parte come  Fenoglio, Calvino, Pratolini, Levi, Pavese, Pasolini, solo per citarne alcuni italiani.
Noi come caratteristica comune a cui fare riferimento per i nostri racconti e poesie abbiamo scelto una sorta di coinvolgimento diretto o indiretto nella vita pubblica del paese. Naturalmente ogni scrittore poi ha reinterpretato il tema a propria discrezione, come tutte le settimane, quindi ne è venuto fuori un lavoro molto articolato.

Per il primo racconto teniamo a scrivere una piccola introduzione; nell’opera che segue viene trattato un tema di attualità molto importante da un punto di vista particolare. Si tratta degli omicidi avvenuti a Parigi nelle ultime settimane, ma sopratutto della reazione della popolazione europea e mondiale a questa strage, vista dagli occhi di una vittima dei massacri in Nigeria.
Preghiamo quindi una attenta lettura che non si fermi alle prime righe, ma che comprenda l’intero testo. Grazie.

Je suis humain

Siete davvero belli, non c’è che dire. Bambini, anziani, bianchi, neri, gialli, mulatti. Un arcobaleno di ipocrisia. Il ritratto moderno di uno slavato e bieco buonismo. Due milioni di fantocci, poco più. Per carità, siete una bella immagine, il vostro ” je suis Charlie” riecheggia in tutta la città, però non siete altro che la più triste rappresentazione dell’ipocrisia. A partire da quelli in doppiopetto, che si tengono lì a braccetto. Che immagine falsa, scenografica, direi pubblicitaria… Tutti insieme per la libertà. Mi viene da ridere anche se è fuori luogo, scusatemi. Però a sentir inneggiare così in modo veemente la libertà mi viene spontaneo chiedermi una cosa. Perché quando la mia libertà o quella di mio, volevo dire nostro, fratello è stata distrutta voi non c’eravate? Io, lui e tanti altri siamo morti in Nigeria, e vi assicuro che non ci siamo nemmeno permessi di disegnare stupide e provocatorie vignette. Eppure nessuno è sceso in piazza per me, nessuno si è preso a braccetto, nessuno fuorché mio figlio di 5 anni, rimasto ormai orfano, ha pianto.
Libertà, libertà… Forse la mia vale meno della vostra, forse la mia è più piccola, che ci sia o no fa lo stesso. Beh, sinceramente, sono deluso da tutti. So che non è colpa vostra, so che siete in buonissima fede, però siete solamente una coreografia da selfie da accompagnare con quello stupido hastag #jesuischarlie. Niente di più fratelli, niente di più…
Voi siete tutti lì per paura, ma pensate che a me è stato tolto anche il diritto di averla. Mi è stata tolta ogni libertà, e a voi non ve ne frega niente. Tutti lì ad inneggiare per un giornale offensivo che molto probabilmente alcuni di voi hanno querelato o screditato. Scusatemi, ma a stento trattengo la rabbia, solo che non ho più la libertà di sfogarla. Già, libertà, libertà…
Je ne suis pas Charlie. Je suis humain.

Autore: Lorenzo Cambi

Sdraiati

Quanto ancor dovremo combattere
un mondo, in singolar tenzone,
che armi non ha se non per far
di brandelli ogni nostro sogno?

Siamo allora noi a non difenderli
come una madre i propri cuccioli?
Distratti da ogni nuovo luccichio
e arresi d’innanzi ad un ostacolo.

Sarò io forse solo un bambino
che va ragionando del denaro
e di alte cose a lui lontane,

ma una cosa so e ne son
certo. Se dei miei sogni venissi
privato, di me non resterebbe altro.

Autore: Matteo Mazzoni

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Credits: Christian R. Hamacher

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