No all’omofobia in Palazzo Vecchio

omofobia, toc toc firenze

Ci sono dei fiorentini che questa mattina svegliandosi non si sentiranno a casa, pur essendo a Firenze.

 

Dei fiorentini che saranno feriti vedendo il luogo simbolo delle collettività cittadina – Palazzo Vecchio – occupato da chi propaganda l’odio chiamandolo amore.

Dei fiorentini che saranno delusi e arrabbiati dal vedere che i custodi della cosa pubblica, che pure spesso si sono dichiarati per l’uguaglianza di tutti i cittadini, questa volta hanno deciso di appoggiare chi incita alla discriminazione.

Oggi infatti una delle sale simbolicamente più importanti della città – la Sala dei Dugento, abituale sede del Consiglio comunale – sarà teatro di un convegno organizzato da un gruppo omofobo. Tale evento ha lo scopo di combattere qualsiasi legge che punisca l’omofobia, le cui vittime purtroppo possiamo tutti leggere quasi ogni giorno sui quotidiani.

 

Ma la storia non finisce qui

Questi fiorentini, però, questa volta proprio non potevano restare a guardare.

Sanno bene che purtroppo, per chissà ancora quanto tempo, in Italia rimarranno cittadini di serie B, a cui saranno negati diritti fondamentali. Sanno anche che ci sono alcune persone – per fortuna sempre di meno – che vogliono che le offese e le discriminazioni verso le persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e trans) restino ancora impunite.

Però, ecco, davvero non si aspettavano che a queste persone fosse concessa la casa di tutti i fiorentini.

Ed è così che oggi, dalle 10:30 alle 12:30, un gruppo di donne e uomini arrabbiati saranno davanti a Palazzo Vecchio, per ricordare che quel posto è la casa di tutti.  E che, quindi, non può ospitare chi sostiene che sia giusto che alcuni cittadini siano vittima di violenza e discriminazione.

Si annuncia pertanto una grande manifestazione, che per la sua importanza è riuscita a riunire, sotto la bandiera della civiltà e del rispetto dei diritti umani, tutte le associazioni e i gruppi LGBT della Toscana, cosa che non succedeva da diversi anni.

Non sono mancate però nemmeno le adesioni e la partecipazione di associazioni e gruppi non specificatamente LGBT, come ARCI Firenze e i Giovani Democratici, perché i diritti umani sono un patrimonio di tutti, e che tutti dovremmo difendere.

 

omofobia, toc toc firenze

A questo proposito, non possono non venirci in mente le parole di Obama, che ha dedicato all’argomento il suo discorso d’insediamento alla Presidenza degli Stati Uniti: “Il nostro compito non sarà portato a termine finché i nostri fratelli e le nostre sorelle gay non avranno gli stessi diritti, perché se siamo stati creati uguali, dev’essere uguale anche il nostro amore”.

Come dire, i diritti umani e l’uguaglianza sono un patrimonio che dobbiamo difendere tutti, non solo chi si trova discriminato in un certo momento storico.

 

Una manifestazione ricca di interventi

 

omofobia, toc toc firenze

Aspettando di sentire anche in Italia un discorso simile, fossimo in voi questa mattina faremmo un salto dalle parti di Palazzo Vecchio, fra piazza della Signoria e piazza della Repubblica.

Come sempre, infatti, le manifestazioni LGBT sono ricche di eventi, e questa volta – pur trattandosi di un evento di protesta – si è deciso di dare spazio a personalità del mondo accademico e della società civile, perchè dicano la loro su come stanno le cose.

Avvocati, psicologi, professori prenderanno la parola, ma non mancheranno nemmeno musicisti e artisti – perché si sa, gay vuol dire gioioso, e il movimento ha sempre scelto di trasformare il dramma in una festa

Forse non un gay pride fiorentino, ma lo spirito e la voglia di vivere saranno gli stessi.

Alla faccia di chi non ci vuole bene.

Credits: UofTMagazine

 

 

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