Noi siamo la Fiorentina

Sampdoria-Fiorentina, Toc Toc Firenze

Quando scendono in campo i ragazzi / il cuore mi batte perché / hanno undici maglie viola il colore più bello che c’è / comincia una nuova battaglia / ragazzi nessuna pietà /alziamo le mani al cielo / la curva comincia a cantar

Nell’aria si percepisce adrenalina, frotte di maglie viola si accalcano ai cancelli dell’Artemio Franchi, viale dei Mille sembra un fiume in piena. E’ il gran giorno. Oggi gioca la Fiorentina. Giovani e giovanissimi, madri con i figli, giovani padri, nonni, zii. Tutti voglio partecipare a questo evento perché a Firenze il gioco del calcio è un affare di famiglia. La Fiorentina non è solo una squadra ma una fede. Su quel campo ormai sono passati ottant’anni di storia e qui il tifo è una cosa seria. Non esistono mezze misure, si parla di tifo e solo con il linguaggio del tifo.

fiorentina, toc toc firenze

Come i gladiatori che scendevano nell’arena tra i boati di un pubblico che chiedeva il sangue dell’avversario, così i tifosi si apprestano a sostenere e ad incoraggiare i propri eroi. Un atto collettivo, un rituale mitico magico che ha inizio con l’apertura dei tornelli, si acquieta un attimo prima del fischio d’inizio per esplodere nuovamente un secondo più tardi. Nessun coro è uguale all’altro. I gruppi organizzati di tifosi studiano puntualmente ogni strofa. Niente è lasciato al caso, i profani che per la prima volta varcano la soglia dei cancelli possono essere travolti da quella sensazione di euforia e incantati si rendono partecipi dell’evento ma il coro è qualcosa di più. Ogni anno vengono studiate rime e strofe portate a gran voce dai leader degli ultrà con la speranza di infondere forza nei giocatori e timore nell’avversario:

Totalmente dipendente / non so stare senza te / fuoco che brucia nelle vene / ti amo Fiorentina alè…

Altri invece echeggiano dalla curva come una preghiera:

…Oh Fiorentina facci un gol / così Firenze esploderà / in un boato che farà / tremar / la terra e il mar / ohohohoh

Non è solo questo, il tifo vive, respira e si muove intorno alla squadra e non è raro che i tifosi esprimano anche profondi giudizi su scelte societarie da loro non condivise ma restano sempre lì pronti a sostenere la squadra. Dal 1926, anno in cui è nata la Fiorentina, gli spalti del Franchi hanno visto un susseguirsi di generazioni che non si sono risparmiate di fronte alle lontane trasferte che la squadra ha affrontato nel tempo e sopratutto durante quest’ultimo campionato come Milano, Torino, Roma e Udine; stadi in cui lo spazio dedicato agli ospiti, formaggino, è sempre stato gremito da bandiere e striscioni viola. Non sono mancati scivoloni e sono rare le cadute di qualche tifoso “esagitato” che puntualmente viene messo in riga dal popolo viola. Firenze ha un gran cuore, come quello dei suoi tifosi che nonostante il risultato continuano a sostenere la propria squadra, la propria fede nel rispetto delle parti in campo.

Credits: Pedro Varela

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