Noir – La bottega di Calliope

Si oscura la scena all’interno dell’EsseCìEffe. Tra detective e efferati delitti si estendono i racconti dei nostri scrittori.
Fatti immergere in una atmosfera noir.

Il viale delle lucciole

Era uscito al primo rabbuiarsi della nottata, così che l’effetto della sua pomeridiana sbornia non lo cogliesse stanco e affaticato nell’orario di lavoro. Aveva mangiato, bevuto e si era preparato al lavoro; indossato l’abito del mestiere e pulito la sua rivoltella, una rara colt viper brunita.
Per muoversi usava il bus, non il taxi, perché questo avrebbe chiesto lo starsene sotto la pioggia a far cenni ad ogni veicolo che passava, e non voleva bagnare il suo nuovo cappotto.
Dal mezzo vedeva l’asfalto zuppo e lucido della luce dei lampioni, che si riflettevano sul bagnato.
Il viale proseguiva dritto e sgombro dalla monotona presenza della fauna tipica di quelle zone.
Svestite come sempre, le impiegate più vigorose resistevano indomite. Lui si rallegrò, dato che ne aveva bisogno soltanto di una.
Quando scese alla fermata, tornò indietro stringendosi lungo gli edifici che si affacciavano sulla strada, mani in tasca e testa bassa. Proseguì fino ad incontrare la più credibile, e infine, si accordò.

Per il suo lavoro non era necessario, che scoprisse qualcosa, tanto più era necessario accontentare le richieste. Vide l’uomo uscire dal club clandestino di poker, era stata una fatica seguirlo e scoprire i suoi movimenti, che quello, era l’unico che la moglie non conosceva.
Come da copione, la donna lo raggiunse proprio quando stava per raggiungere la sua macchina.
L’investigatore estrasse la sua macchina fotografica dal suo trench coat color sabbia, e mentre si sistemava ben nascosto dietro ad una piccola edicola in lamiera mantenne lo sguardo sui due.
Veniva da una storia di litigi quell’uomo, sapeva che sua moglie avrebbe trovato il modo di ottenere il divorzio, e sapeva anche che non era bello, che era grasso e impacciato, con un lavoro insoddisfacente e  tedioso. Quando vide quella giovane avvicinarsi e chiedergli da accendere, lui si sorprese. Una prostituta non sembrava, era bastato metterle un paio di abiti in più, e toglierle la parrucca.
L’investigatore li vide parlare, la donna sorrideva, l’uomo disse qualcosa, ed ella scoppiò in una lieve risata, era molto brava.
Lei lo toccava, si avvicinava e si atteggiava con sicurezza, ma senza esporsi, senza risultare invasiva. L’investigatore incominciò a fotografare.
Li fotografò mentre la donna gli sussurrò fievolmente qualcosa nell’orecchio, quando gli saltò in braccio, ma quando ella provò a baciarlo, lui si ritrasse.
Lei rimase stupita, lui, si allontanò silenzioso, chiavi nella mano, salutandola con un gesto.

L’investigatore ripose la macchina nella tasca interna, accanto al fodero della colt.
Dall’altra tasca, estrasse un pacchetto di sigarette, ne inserì una tra le labbra, poi prese lo zippo.
Si allontanò pensando al lavoro, mentre fumava stretto contro al muro, camminando verso la fermata del bus. Si lasciò alle spalle quella storia, una delle tante con cui aveva lavorato, per strada da solo, in quella notte piovosa illuminata dalle lucciole.

Autore: Damiano Crispi

Era una donna

Cadavere senza identità. Donna sulla trentina. Morte avvenuta da circa settantadue ore. Possibile causa di morte: asfissia. Frattura di quattro costole, contusione polmonare, che ne avrà comportato evidente difficoltà respiratoria. Possibile riscontro di frammenti di costole nei tessuti polmonari dovuti alla forza utilizzata nei colpi. Ecchimosi evidenti in tutto il corpo. Tracce di strangolamento al collo con evidente segno che indica l’utilizzo di un utensile. Lacerazione di indumenti in più punti. Evidenti segni di lotta. Si esclude un tentativo di furto: la camera è integra nonostante i segni di colluttazione. Viso della donna sfigurato. Si suppone una serie di calci volti a rendere irriconoscibile il volto della donna. Si trovano, per tutta la stanza, frammenti di quello che sembra essere un vaso in porcellana di colore blu, si deduce collezione Ming. Frammenti in maggiore concentrazione vicino al corpo. Provato tentativo di fuga, indumenti femminili sul letto. I servizi non presentano danni. Non rinvenuta l’arma del delitto. Impronte varie dovute alla scena stessa del delitto. Oggetti personali della vittima che ne potrebbero permettere il riconoscimento non pervenuti. Conclusione: omicidio volontario.

Autrice: Eleonora Francalanci

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Credits: Mike Beales

 

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