La notte delle streghe – La bottega di Calliope

E’ passata da pochi giorni, poco più che una settimana, la notte che tutto rende possibile. Quella notte in cui zombie, fantasmi e scheletri calcano la terra insieme ai vivi. Una festa, ormai divenuta tradizione, adottata dalla America, ma che i nostri scrittori hanno fatto propria e da essa hanno tratto l’ispirazione per questi testi.
L’EsseCìEffe si veste di nero, monta la sua scopa più veloce e vola nel cuore della notte a far sbiancare anche i volti più coraggiosi.

La notte delle streghe

Ascoltate.
Sibilanti suoni s’intrecciano in sinfonie silenti.
Si spegne il sole, soave ci avvolge la notte delle streghe,
come serpenti strisciano i secondi che dalla Mezzanotte ci separano.
Sshh!
Che un sussurro basti,
che sia eternità,
sospesi nel sortilegio di Morgana
respirate l’oscurità.
Stregati, persi nel sogno dell’infinito essere,
disegnate Universi bellissimi
e impossibili.
Sia la morte uno scherzo del destino,
un trucco falso da osservare con un sorriso.
Sshh!
Esigua nota dal suono impalpabile
la mia voce.
Zolfo infernale e selenio, speranze spezzate, i segni del male,
silice, grida e silenzio
anneghino in una coppa d’assenzio.
Un sorso di pozione e splenderemo
nel solco della notte, noi saremo.
Sshh!
Sospiro e tengo in mano le mie ossa,
appassirà l’amore sulla Terra
appassiranno i sogni e sarà guerra
nel giorno del finir dell’assoluto.
Ma adesso ancora danzano le streghe,
e spettri e soavi spiriti
e un sussulto
mi spinge alla speranza d’illusioni
nell’infinito sempre,
nel silenzio.

Autrice: Emma  Bizzarri

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Artemisfatto

Sussurravo tra le nere foglie, demoniache parole, muovendomi sinuosa in quella parte dimenticata del bosco.
I miei occhi tenebrosi scrutano ogni cosa, comandano ogni cosa. Ogni ramo, ogni creatura, ogni fragile segno di vita,
Sono una fresca e giovane schiava delle tenebre, ma sono regina solo se sola.
Indesiderata, esiliata, governo dal buio dei cespugli, nascosta tra le spine per non mostrarmi alla luce del sole incandescente.
La città mi teme da anni, lo dimostrano le occhiaie e le finestre chiuse, solo quella corda mi aspetta, pronta ad abbracciare il mio collo di fango.
Ma anche se non uscite di casa io vi posseggo: Ho reso le vostre anime strisce di morte e di disperazione, vi ho fatto sputare veleno e spilli di ghiaccio.
Attenzione brav’uomini, arriva la strega! Vi graffia e vi morde finché non perdete il senno!
E mentre voi lentamente impazzite, io ormai ho terminato il mio compito.
Evaporo, tutto il mio male mi corrode, le ossa diventano polvere e gli occhi mi si sciolgono.
Ricordami, Salem, ricordati della fine della strega che ti ha privato dell’amore! Ricorda me, che ho maledetto i tuoi letti stridenti e le tue orride notti, che ho strappato uno ad uno i denti dai tuoi sorrisi, che ho seppellito gli infantili ricordi di un cielo senza tuoni.
Oh, certo che mi ricorderete. Lo farete perché siete più dannati di me. Se non fosse stato per il nero che vi pervade, non avrei mai stretto un patto con Belzebù.
Mi chiamavo Artemisia, e venni violentata sotto una luna piena da uno sporco essere, ma il disgusto venne quando il popolo, dopo un finto processo, decise per volere del Signore di impiccarmi per stregoneria. Scappai, e imparai l’arte dell’ombra.

E adesso che il mio cuore è così marcio da collassare, è con un bacio di livore sulla fronte che la strega vi dice, finalmente, addio.
Per volere del Signore.

Autrice: Alice Zaccagnini

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Credits: Luca Rossato; Massimo Piazzi

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