Nuove mostre a Firenze e nuovi introiti: la cultura rinasce?

La tradizione del museo ha radici profonde, che coinvolgono la nostra migliore età, ovvero quella dell’infanzia

Fin dalla più tenera età nelle scuole vengono intraprese delle iniziative culturali volte a far interessare le piccole scolaresche intontite dalle sempre più nuove materie dell’ennesima novità: uscendo dai locali scolastici, intraprendono un breve o lungo viaggio che sia e, tutti in fila indiana, entrano in un enorme palazzo, ricolmo di opere di vario genere, dalla scultura alla pittura, fino ai reperti e ai fossili. I bambini iniziano a conoscere quello che le loro insegnanti chiamano “musei”, e, se lo vorranno in futuro, potranno visitarlo tranquillamente ogni giorno, anche fuori dall’orario scolastico.

Questa potrebbe essere la classica introduzione ad un articolo che invece dovrebbe successivamente scendere nel realismo pessimista. E, invece, siamo contenti di annunciare che i musei fiorentini stanno avendo un’ottima annata in fatto di accessi e di visite.

Turisti per caso a Firenze

Prima di approfondire la situazione museale a Firenze è giusto sottolineare alcuni dati riguardanti il turismo nel capoluogo. Secondo una statistica di momondo.it, sito internazionale di ricerca viaggi, l’interesse del turismo mondiale verso la Toscana e l’area di Firenze, riguardo alle destinazioni di autunno 2015, è incrementato del 73%, risultando in prima posizione nel numero complessivo di ricerche.

toscana_turismo_web--400x300

Grande incremento è provenuto dalla enogastronomia: negli ultimi quattro mesi Firenze ha superato negli scali aeroportuali la concorrente pisana e l’isola d’Elba, mentre nell’anno prima l’attenzione per Pisa era del 120% e dell’isola d’Elba del 101%, lasciando Firenze al 73%. Adesso quest’ultima supera Pisa del 13% e l’isola d’Elba del 96%.

La grande attrattiva della città, nelle sue scenografie antiche e senza tempo, può essere stata un grande stimolo per il settore turistico, e infatti tale particolare è ravvisabile anche nei musei, specie nelle ultime mostre a Firenze come quella di Palazzo Strozzi sulla pittura del Pontormo e del Rosso Fiorentino. In poche parole, si parla di una riscoperta della città, forte anche per le produzioni cinematografiche recenti (“Inferno” di Ron Howard, dall’omonimo libro di Dan Brown) e televisive (“Hannibal“, con Mads Mikkelsen nella parte del famoso serial killer tratto dalle opere di Thomas Harris). 

I musei

Malgrado il maggior interesse del pubblico verso il cibo e il vino, ormai veri e propri cavalli di battaglia nel Centro Italia, secondo le stime nel sito dei Musei Civici Fiorentini i musei a Firenze, dal 2012 al 2014, hanno avuto un crescendo di visitatori, da 1.074.019 (nei due semestri sono stati registrati da Gennaio a Giugno 2012 336.880 visitatori, e da Luglio a Dicembre 737.139) a 1.357.023, superando di 133.575 il pubblico dell’anno precedente, registrando un aumento complessivo nel triennio del 26%. Indubbia è la maggior affluenza nei periodi primaverili ed estivi, in particolare i mesi di Aprile, Maggio, Luglio e Agosto: nelle annate 2013 e 2014 ad esempio il museo del Palazzo Vecchio ha registrato in questi mesi aumenti da 60.013 nel 2013 a 79.038, ad Aprile, e da 56.137 a 66.176 a Maggio. 

uffizi

 

Anche il Palazzo Strozzi ha registrato delle ottime entrate negli ultimi tre anni: nel 2012 le due mostre (Piano Mobile e CCC Strozzina), sui temi de “American Dreamers – Realtà e immaginazione nell’arte contemporanea americana” e “Francis Bacon e la condizione esistenziale nell’arte contemporanea” ha avuto  141.050 e 83.399, per un totale di 224.449.

L’anno dopo, il 2013, ha subito un lieve calo nell’affluenza: sui temi de “La Primavera del Rinascimento – La scultura e le arti a Firenze 1400-1460” e “L’Avanguardia russa, la Siberia e l’Oriente: Kandinsky, Malevič, Filonov, Gončarova” ha ottenuto  165.019 e 52.369, ovvero 217.388, quasi settemila visitatori in meno. L’anno dopo, invece, alle mostre “Pontormo e Rosso Fiorentino – Divergenti vie della “maniera” e “Picasso e la modernità spagnola – Opere dalla collezione del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía” con 334.623 e 33.824 ha raggiunto ben 368.447: un aumento del 59% in proporzione all’anno precedente!

Anche il nuovo museo Novecento, inaugurato la scorsa estate, ha avuto un ottimo pubblico, raggiungendo le dieci mila persone nel mese di Giugno, mentre il giardino di Boboli, nel mese di dicembre, ha superato la Galleria degli Uffizi: “I visitatori sono stati complessivamente 33.335 con un boom al Giardino di Boboli, che ha registrato 8612 ingressi, […] Per gli Uffizi l’affluenza è stata di 7238 persone […]”

Il ritorno al museo

Tra le possibili cause dell’aumento possono essere le nuove offerte proposte dai Musei Civici, quali l’accesso gratuito ai principali musei e giardini nella seconda domenica del mese. L’ex direttore degli Uffizi, Antonio Natali, (dal 9 novembre è diventato direttore Eike Schmidt) ha visto nell’enorme affluenza un incentivo a coltivare l’idea di un futuro in cui i musei saranno accessibili gratuitamente.

Lui stesso riflette sulla necessità della gratuità dell’accesso, dicendo che “La gratuità dei musei si fonda, a mio giudizio, sul principio che la maturazione della coscienza storica e l’educazione del gusto non sono solo un diritto d’ognuno, ma anche un vantaggio per lo Stato.”. In paese in cui la crisi ormai è la scusa regina di tutti i disagi creatisi sia negli ambienti burocratici e lavorativi sia nei settori incentrati all’intrattenimento e alla cultura, lui stesso rivendica l’importanza dell’inculturazione in un paese che, come afferma il da lui citato Giuseppe Pelli Bencivenni, storico direttore degli Uffizi tra il 1775 e il 1793, “[…] a trovar sempre avanti di se il bello, sia più intelligente di un popolo immerso nella barbarie, […]  una Galleria aperta al medesimo possa essere una scuola che col tempo lo avvezzi a stimar quello che vale e a preferirlo alla goffaggine”.

Quasi per rispondere alle probabili giustificazioni  sul suo peso economico alle spalle dello Stato, propone delle domande: “La gratuità in un ponte festivo ha spronato, o no, un numero maggiore di persone a entrare nei musei? Lo Stato avrebbe avuto più convenienza a far pagare il biglietto? A portare ricchezza al Paese è l’incasso dei musei o l’indotto che ne discende? Quanto avrebbe guadagnato  –  il Paese  –  se quei visitatori fossero stati più a lungo in città? Una concertazione votata a stilare un progetto organico per l’organizzazione del territorio sarebbe, o no, vantaggiosa per l’economia fiorentina (e italiana in generale)?”

In conclusione, il direttore si chiede ” Se […] si reputasse necessaria una pianificazione oculata e sistematica delle tante risorse e degli indispensabili servizi, allora forse dovremmo anche chiederci se ad aver bisogno dimanagersiano  –  come vorrebbero quelli che dicono d’intendersi di finanza e cultura  –  i musei, o piuttosto le amministrazioni delle città.”

Credits

arttribute, musei civici fiorentini, campagnaseeitalia, ansa, quotidiano.net, adnkronos, intoscana, repstatic

 

 

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE