Oltre il Palazzo: il Battistero cerca fondi

Battistero di San Giovanni, Toc Toc Firenze

Il Battistero di San Giovanni ha bisogno di aiuto. Crepe, anomalie strutturali, agenti inquinanti e i danni portati dallo smog e dal traffico costringeranno “il bel San Giovanni” ad un’opera di “manutenzione permanente”.

Battistero di San Giovanni, Toc Toc Firenze

A mettere in luce lo stato del Battistero è Franco Lucchesi, presidente dell’Opera del Duomo. I danni riguarderebbero i marmi esterni, dove sono presenti crepe abbastanza estese, causate non solo dall’inquinamento dovuto al traffico (diminuito dopo la pedonalizzazione del duomo) ma anche da agenti inquinanti particolari, che si riformano nel tempo. Per scongiurare il pericolo di danni ingenti, il Presidente ha annunciato un’opera di “manutenzione costante e permanente delle facciate del Battistero”. Un’opera di importanza fondamentale, ma che richiederà uno sforzo economico non indifferente, tra i 4 e i 5 milioni di euro. Il Comune non sembra capace di finanziare interamente le operazioni di manutenzione, tanto che l’Opera del Duomo ha lanciato svariati appelli ai privati, sperando nella loro generosità. Peccato che il Mecenatismo sia sparito da secoli nel panorama artistico fiorentino. La dimostrazione è stata la risposta delle aziende al presidente dell’Opera: il Silenzio. Solo 3 imprenditori su 40 avrebbero risposto alla “chiamata” di Lucchesi.

Franco Lucchesi, Battistero di San Giovanni, Toc Toc Firenze

Ma l’Opera non è si è appellata solo alla generosità degli industriali. Infatti Lucchesi starebbe spingendo per convincere il Comune per vendere gli spazi pubblicitari dei ponteggi del Battistero. Dal canto suo, l’amministrazione comunale sembra non prendere in considerazione questa ipotesi. Nardella si è sempre opposto ai tentativi di commercializzazione dei monumenti più importanti della città, distaccandosi dai suoi colleghi di Roma e di Milano, che da tempo ormai hanno concesso spazi pubblicitari (di dimensioni esigue) in cambio dei fondi per le restaurazioni. La questione è delicata, anche perchè la decisione finale, di natura politica, spetta al Comune, in base al regolamento del Comune. Nardella comunque sembra avere delle alternative. Oltre ai fondi provenienti dai biglietti degli Uffizi e della Firenze Card, il Sindaco spera di ottenere un aiuto dal Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, così da inserire i fondi per il Battistero nel decreto Sblocca Italia.

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Credits: articolo de “il Corriere Fiorentino” del 22/11/2014 intitolato “Lo sponsor per il Battistero (che il Comune non vuole)” di Chiara Dino; articolo de “il Corriere Fiorentino” del 20/11/2014 intitolato “Così soffrono marmi e mosaici” di Chiara Dino;

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