Storia dell’Ospedale pediatrico Meyer

ospedale meyer, toc toc firenze

Il Meyer, l’Ospedale dei bambini di Firenze, è una delle realtà pediatriche più dinamiche d’Italia e del mondo.

Ospedale Meyer: la sua fondazione

La sua storia inizia da lontano ed è legata, per uno strano scherzo del destino, a un grande dolore. Quando fu fondato, nel 1884, si chiamava Ospedale Pediatrico Anna Meyer, in ricordo della moglie del commendatore e marchese russo Giovanni Meyer, il quale contribuì in maniera fondamentale alla nascita del primo nucleo dello spedalino, l’eredità tutta da costruire che la sua consorte gli lasciò nelle ultime volontà scritte prima di morire.

Del comitato promotore facevano parte, tra gli altri, la Principessa Anna Corsini, la Marchesa Anna Maria Gerini, la Baronessa De Tschudy e il signor Birmingham, ricco gentiluomo americano, noto a Firenze per le sue opere di filantropia.

Un tale atto di amore verso la moglie defunta e verso la città che aveva accolto i coniugi Meyer durante il loro soggiorno in Italia non poteva che dare inizio a una storia fatta di emozioni in prima linea, dove protagonisti indiscussi fin dall’inizio sono stati i piccoli pazienti, in particolar modo quelli affetti da deformazioni congenite e acquisite.

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L’Ospedale è stato infatti tra i primi in Italia ad essere costituito per occuparsi in maniera esclusiva dei problemi di salute dei bambini, dalla nascita all’adolescenza, e questa vocazione è percepibile ancora oggi tra le corsie della nuova sede a Villa Ognissanti, nella zona di Careggi, tanto che il Meyer viene spesso affettuosamente chiamato l’ Ospedalino dei bambini, sia dai fiorentini che dagli addetti ai lavori.

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Gli inizi dell’Ospedale Meyer

Il primo nucleo della struttura sorse tra la barriera delle Cure e del Pino, nell’attuale via Luca Giordano, e comprendeva solo due padiglioni a un piano, ai lati del corpo centrale, costituito invece da un edificio a due piani, per un totale di 48 posti letto, oltre ad alcune stanze di isolamento, una sala operatoria, la direzione e le camere per i medici.

L’apertura al pubblico del nuovo ospedale pediatrico fu, tuttavia, più complicata del previsto per la mancanza delle attrezzature interne e per problemi burocratici che rallentarono i lavori. Ma come accade per tutti i progetti fortemente desiderati, anche stavolta le difficoltà furono superate e il 15 Febbraio 1891 i corridoi del Meyer si riempirono di voci, pianti, ma anche fragorose risate.

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Fu un certo Bettino Ferrini il primo piccolo ospite e dopo di lui molti altri pazienti si avvicendarono. Inizialmente soprattutto fiorentini, ma in pochi anni la fama del Meyer crebbe e arrivarono bambini da ogni parte della provincia, dalla Toscana e dalle regioni vicine, maschi e femmine rigorosamente divisi in due diversi padiglioni.

Da sempre sotto i riflettori per i suoi successi, l’ospedale ha toccato l’apice del successo nell’immediato dopoguerra, quando, sotto l’impulso del professor Cesare Cocchi, fu per la prima volta vinta la meningite tubercolare.

Nel 1995 ha ottenuto la dignità di ospedale di alta specializzazione e oggi è un punto di riferimento per la cura, la ricerca e l’assistenza dei bambini, tenendo fede – a distanza di oltre cento anni – a quella promessa di amore da cui tutto cominciò.

 

Credits: Fondazione Ospedale pediatrico Meyer, Wikipedia, The Nik page, Wikimedia Commons

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