Oltre il Palazzo: la Tav colleziona reati

“Un concentrato di illegalità”. Questa è la definizione data dalla Procura di Firenze al cantiere della Tav, dopo la chiusura delle indagini.

Tav Campo di Marte, Toc Toc Firenze

L’altro ieri, infatti, sono stati emanati gli avvisi di chiusura delle indagini dal procuratore Giuseppe Creazzo e dai sostituti procuratori Giulio Monferini e Gianni Tei, dove sono coinvolte 7 società operanti nel cantiere ( Italferr, Nodavia, Seli, Coopsette, Varvarito, Hydra e Htr) e 33 persone, tra le quali spicca il nome di Maria Rita Lorenzetti, ex presidente di Italferr e della Regione Umbria (candidata con il Partito Democratico), arrestata l’anno scorso dopo la prima indagine della Guardia Forestale e dei Carabinieri. Proprio la Lorenzetti sarebbe la figura promotrice degli illeciti. Infatti, grazie alle pressioni attuate sull’Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, l’ex presidente di Italferr sarebbe riuscita a riservare somme ingenti alla società Nodavia (formata da Coopsette, Ergon e Coestria), che si era aggiudicata l’appalto bandito dalla Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) per 530 milioni, riuscendo poi ad aumentare il costo della tratta ad 800 milioni, grazie a delle riserve contrattuali, dopo il sequestro della “maxi talpa Monna Lisa” avvenuto ad inizio 2013, per la quale sono state accertate le influenze dei Casalesi.

Cantiere Tav, Toc Toc Firenze

La Lorenzetti ha imposto la sua influenza anche nella commissione di valutazione dell’impatto ambientale, dato che Nodavia ha smaltito abusivamente tonnellate di fanghi nocivi. Per di più la società si faceva pagare dalla Rfi, per lo smaltimento dei rifiuti (poi sversati abusivamente, della serie: “Oltre il danno, la beffa”), somme superiori alle tariffe concordate con gli autotrasportatori. Svariati, quindi, sono i capi di accusa riguardanti gli operatori della Tav: associazione a delinquere, frode, abuso d’ufficio, truffa, frode in forniture pubbliche, traffico organizzato di rifiuti. A ciò si aggiungono i danni provocati alla Scuola Media Rosai e l’utilizzo di materiali scadenti, denunciati durante l’inchiesta riguardante il sequestro della “Monna Lisa”. Nonostante il lungo elenco di reati riguardanti la Tav, il consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli ha annunciato che “i lavori per il tunnel dovrebbero riprendere a metà 2015”. Sperando che il cantiere non sia diventato, nel frattempo, una discarica abusiva.

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Credits: La Repubblica Firenze; Il Sito di Firenze

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