Oltre il Palazzo: “La terra dei fuochi” nel Mugello

“E’ la nostra terra dei fuochi”, ripetono, affranti, gli abitanti di Vaglia, nel Mugello. La consapevolezza di essere stati avvelenati per molto tempo rende le parole ancora più amare.

terra dei fuochi - toc toc firenze

“E’ la nostra terra dei fuochi“, un’altra, in Toscana, nonostante il silenzio mediatico sul tema. “In dieci anni, dieci morti di tumore” nella frazione di Paterno, afferma l’assessore all’ambiente del Comune di Vaglia, Riccardo Impallomeni, per confermare la tesi che anche in Toscana si muore avvelenati. E questa conferma è arrivata la mattina del 10 Luglio, durante l’ispezione della Guardia Forestale e dell’Arpat (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) alla cava di Paterno, su richiesta del Pm Luigi Bocciolini (anche se sono anni che gli abitanti richiedono un’ispezione del genere). Sono bastati pochi minuti per rilevare la gravità della situazione. Subito dopo i primi scavi un odore acre, ripugnante, si è propagato per tutta la zona. Ma non è l’unico indizio. I colori delle polveri, tendenti al marrone, non sono tipici della calce, presente a tonnellate nella cava. “Abbiamo trovato polveri stratificate di vari colori, a prima vista non riconducibili a calce o inerti” ha dichiarato il commissario capo della Guardia Forestale Marta Ciampelli. Ci vorrà almeno un mese per individuare con certezza le sostanze presenti nel capannone dove sono stati ammassati i materiali, che si estende in un’area di quasi tre ettari. Il sospetto maggiore, secondo gli investigatori, riguarda la presenza di altri materiali tossici, sversati nell’area nel totale abusivismo.

terra dei fuochi - toc toc firenze

Per questa terribile vicenda è stato iscritto nel registro degli indagati Lanciotto Ottaviani, proprietario dello stabilimento e della fabbrica di calce presente nella zona, in attività fino al 2001, quando l’area è stata soggetta ad inquinamento da Idrocarburi. Ottaviani è stato indagato per un acquisto riguardante oltre 1.000 tonnellate di sacchi di sabbia, dall’azienda Med Link di Aulla , in cui è stata rilevata la presenza di una polvere sottile, il “polverino 500 mesh”, che contiene metalli pesanti come il Cromo e il Piombo. Il timore degli inquirenti è il possibile inquinamento di tutte le aree circostanti. Sicuramente, per gli abitanti, aumenta il rammarico per le morti che si potevano evitare e per le loro grida rimaste, per più di dieci anni, inascoltate. Questa è la nostra terra dei fuochi“, e sembra non essere l’ultima.

 Ti interessa sapere qualcos’altro della politica locale o regionale? Allora continua a leggere Oltre il Palazzo! 

Credits: Articolo “Cava di Paterno, bomba di rifiuti” di Nicola di Renzona su La Nazione Firenze dell’11 Luglio 2014; Firenze Today; Corriere Fiorentino

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