Parole fiorentine #10: asserpentato, dianzi, granata

Parole fiorentine, toc toc firenze

Continuiamo il nostro percorso nella lingua dei fiorentini con tre parole di importanza capitale.

Asserpentato

Questa parola è molto curiosa, infatti si tratta di un aggettivo intensivo in senso peggiorativo: insomma, marca e dà un connotato negativo. Nonostante possa essere anche direttamente attribuito ad un sostantivo (è ad esempio il caso di molto fantasiosi moccoli), la sua collocazione più usuale è posposta rispetto a un altro aggettivo: si rinuncerà a comprare un paio di scarpe care asserpentate, uscendo ci si renderà conto che fa un freddo asserpentato, e il nuovo liquore della nonna sarà squisito, ma forte asserpentato.
La derivazione etimologica è intuitiva: il serpente, specie nella tradizione giudaico-cristiana, è eletto simbolo del male.

Dianzi

Se fuori dalla Toscana è percepito come termine alto e letterario, a Firenze resta uno dei più genuini segni di appartenenza alla comunità linguistica locale: dianzi significa poco fa, poco tempo prima – piano composto da di e anzi. Nell’esprimere un concetto comune conserva una grazia rétro e vivace, forte dell’associazione con l’uso largo e autorevole che ne fanno i parlanti più anziani.

Granata

Fuori da Firenze la granata o è il melograno o è il proiettile esplosivo; invece a Firenze è più usualmente la scopa. Questo nome deriva dai grani del sorgo (altresì noto come saggina), una graminacea coi cui steli si assemblano le scope – o tout-court per assimilazione agli steli del grano. Proprio per il suo uso regionale specifico rispetto ad un ventaglio di significati molto ampio, è una delle frecce più provocatorie e burlesche all’arco di un fiorentino: le reazioni dei non fiorentini davanti alla richiesta di una granata andrebbero raccolte.

Vi aspettiamo la prossima volta, con tre nuove parole fiorentine!

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Credits: Kristopher W

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