Parole fiorentine #12: ficoso, tattameo, ciantella

Parole fiorentine #12: ficoso, tattameo, ciantella, toc toc firenze

Oggi tre parole fiorentine splendidamente colorite.

Ficoso

Il frutto del fico, nella lingua, è diventato termine di paragone per la sdolcinatezza, per il lezio; così a Firenze il ficoso è diventato lo schizzinoso, lo svenevole, e magari l’ipocondriaco. Come al solito, secondo il tenore di fondo del lessico fiorentino, il bel vantaggio nell’uso di questa parola sta nella sua ironia: dare del ficoso a qualcuno non sortisce l’effetto di un marchio aggressivo, ma riesce piuttosto a tagliare corto rispetto alle lagne di una calìa. All’amico che non vuole uscire perché è brutto tempo si dirà di non fare il ficoso; sarà ficosa la ragazza che ha puntualmente da ridire sul posto in cui la porti a cena; e il nipote che non vuole entrare nel campo perché si sporca le scarpe sarà un gran ficoso.
Notiamo poi la curiosità degli opposti esiti che ha nel parlato la figura del fico: da un lato ganzo, dall’altro calìa.

Tattameo

Questa parola rientra nella galassia lessicale dei sinonimi di bischero – a Firenze, particolarmente affollata. L’etimo di questa blanda offesa non è chiaro: diciamo che gli studiosi non paiono essercisi mai cimentati. Si può comunque forse ipotizzare un’origine onomatopeica, che simuli la ciarla (esiste un verbo desueto, tattamellare, che ha il significato di chiacchierare). Il tattameo è quindi lo sciocco, quello che ha poco sale in zucca, che dice ciò che non dovrebbe e magari si fa abbindolare facilmente. Ma insomma, non sembra avere connotati specifici, quindi il suo uso è molto versatile.

Ciantella

La ciantella non è un oggetto, ma uno stile di vita. Diminutivo di cianta (cioè pianta), la ciantella è la ciabatta, o la scarpa vecchia, o troppo grande: è il simbolo finale della comodità psicologica – perché chiunque può abbandonarsi su un divano, mentre la ciantella è un equipaggiamento specifico per il crinale dell’attività condotta fra trasandatezza e comfort. Non ha il carattere del golfone di lana bucato da indossare nei freddi pomeriggi d’inverno, né dei calzoncini sdruciti dell’estate: la ciantella rappresenta quattro stagioni di usura. In questo si distingue dalla ciabatta – oggetto geometricamente definito: la ciantella è una disposizione d’animo, un’attitudine.

Alla prossima puntata, con tre nuove parole fiorentine!

Sei un appassionato di fiorentino? Scopri subito tante altre parole fiorentine!

Credits: MojoBaron

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE