Parole fiorentine #19: abbozzare, piaccicone, tramenare

Questa settimana, tre parole che riecheggiano continuamente a Firenze, e che hanno a che vedere con la sopportazione, il lavoro e il trafficare.

Abbozzare

Uno dei significati di questa parola, particolarmente in voga a Firenze, è quello di frenare le proprie reazioni: ad esempio, quando il figlio fa le bizze, la mamma gli dice “Abbozzala!“. Infatti la bozza non è soltanto il lavoro che deve essere raffinato, ma nel gergo navale è anche un tipo di fune che serve per trattenere provvisoriamente qualcosa nel mentre che la si assicura più stabilmente. Da questa figura si estende il concetto di sopportazione e freno che l’abbozzare può significare.

Piaccicone

Con questa voce di origine onomatopeica si descrive una persona chi fa le cose mettendoci un sacco di tempo, e magari facendole pure male. È estremamente espressiva, e trasmette con vivacità la figura di qualcuno che agisce con scarsa perizia e poca intenzione. Il piaccicone non è necessariamente distratto: semplicemente non ci ha proprio voglia di fare quello che sta facendo. Una figura particolarmente sgradevole, nell’operosa tradizione fiorentina.

Tramenare

Questa parola è composta di tra, con il significato di in mezzo, e menare, con il significato di agitare. Tramenare significa quindi maneggiare, spostare oggetti in maniera febbrile e confusa – e spesso zelante. Infatti non tramena soltanto il pargolo coi suoi balocchi: tramena il commerciante nella sua bottega (che sarà uno sbratto in totale disordine, ma vedessi quanta gente ci passa!), tramena valanghe di libri lo studente sotto tesi sepolto in biblioteca, e a dispetto di tanto tramenare nei cassetti, ancora non ho trovato i documenti che cercavo.

Alla prossima, con tre nuove parole fiorentine!

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Fotografia di Justin Mier

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