Parole fiorentine #5

parole fiorentine, toc toc firenze

Per iniziare bene l’anno, tre spaccati su tre parole fiorentine splendide e di grande impatto.

Goletto

Come a’ i’ solito, e viene a strappare un goletto! Con questa bella espressione, colorita e forte del riferimento intuitivo alla gola, a Firenze si intende il magiare a ufo, senza pagare. Strappa un goletto chi si imbuca al desinare in casa d’altri, chi si aggiunge al tavolo all’osteria e se ne va prima di tutti lasciando lì il conto, o chi ti vede con qualcosa da mangiare nella borsa, te ne chiede un assaggio e se lo sbafa tutto.

Bracalone

Il modo in cui si indossano i calzoni la dice lunga sul portamento di una persona: e (specie in passato) il tenere le brache calanti era segno di trascuratezza e gran sciatteria. Così il bracalone, o sbracalone, acquista il significato sia di trasandato, sia di ciondolante: si possono indossare i jeans sbracaloni con le mutande in (bella?) vista, o si può camminare sbracaloni stando tutti curvi e trascinando i piedi.

Bercio

Esistono certe urla sguaiate che per essere rese con una parola necessitano di un colore non comune, in italiano: a questa necessità sopperisce il bercio. Il berciare non è un gridare, non è un urlare: è uno sgolarsi in maniera sgraziata, uno strillare becero e fortissimo, da spaccare i timpani. Berciano i ragazzotti in piazza o le coppie al karaoke, berciano i bambini che fanno le bizze o gli automobilisti che cozzano. Una parola precisa, esatta, da tenere stretta.

Vi aspettiamo mercoledì prossimo con tre nuove parole fiorentine!

Sei un appassionato di fiorentino? Scopri subito tante altre parole fiorentine!

Credits: Antonio Fucito

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