Pensieri di un folle – La bottega di Calliope

Riportare su carta i propri pensieri è una azione alla quale ogni scrittore è più che abituato. Ma quando si tratta di trasmettere il pensiero di qualcun’altro? Di un pazzo ad esempio?
Gli scrittori dell’EsseCìEffe sono stati chiamati a confrontarsi con i pensieri di un folle ed ecco cosa ne è saltato fuori.

Matilde che guarda solo le piccole cose rendendole grandi.

14532 sono le volte che sbatto le palpebre nell’arco della giornata.

723 sono i metri di distanza dal mio portone di casa al semaforo all’angolo della strada.

87 sono le mattonelle nel mio bagno blu.

“Vado al parco. Al parco sotto casa. Vado al parco perché la mamma dice che bisogna respirare aria buona. Vado al parco. La mia panchina mi aspetta sempre da sola. È troppo grande per me e basta, vado al parco.”

Matilde: caschetto corvino come la pece, ma curato come il decolté di una giovane ricca nobile. Profuma di fiori di pesco. Occhi come due pozzi senza fondo, che difficilmente fanno agitare la loro pura acqua. Seduta composta, con le ginocchia strette e le mani da pianista poggiate sulle cosce.
“Il freddo mi punge il naso. Freddo pungente. Freddo come aghi. Il freddo è un sarto, perché usa gli aghi. Gli stivaletti sono sporchi di fango. Senti fanno squash, squash se muovo i piedi. La terra diventa fango quando si bagna, come gli acquarelli, così poi si possono usare per dipingere. Allora la terra è un pittore, e i miei stivaletti sono stati dipinti. Terra artista.
“Matilde tira su col naso, mica per piangere, Matilde è felice, sempre felice. Tira su col naso perché il freddo è un sarto. Un paio di bambini che giocano a palla catturano l’attenzione. Matilde rincorre la palla con lo sguardo. Lo sguardo di carbone. Il bambino con la giacca rossa si esibisce in un poderoso calcio che mostra tutta la sua decisione nel voler diventare un goleador da grande. Ed ecco la palla giungere ai piedi Matilde.
“Anche la palla è dipinta di fango. Terra Artista. È tanto leggera quanto rimbalzante. Ma non leggera come le bolle  di sapone. Quelle volano. Le palle non volano, le palle rimbalzano. Le palle sono pinguini”

  • Signora ci rende la palla per piacere?

“Questo bambino vorrebbe indietro il suo pinguino. Questo bambino ha perso un bottone. Dovrebbe chiedere al freddo sarto di ricucirlo. “

  • Perché non chiedi al Freddo Sarto di ricucirti il bottone che hai perso ?
  • Come?
  • Il Freddo Sarto sa cucirti il bottone che hai perso, lui hai tanti aghi! “
  • La mia mamma mi ricuce il bottone!
  • Allora la tua mamma è il Freddo Sarto ?

Il bambino dal bottone perduto afferra la palla tra le mani di Matilde e senza troppi indugi torna a marcare il suo avversario cercando di dimostrare di poter essere anche lui un degno calciatore da grande.
“il vento mi scompiglia i capelli. Me li sposta come vuole lui. Lo sento perché mentre lo fa mi fischia negli orecchi come un bambino capriccioso che vuole mettere tutto sottosopra. Tutto sottosopra. Sottosopratutto. Soprasottotutto. Fischia forte perché vuole insistere a dar noia. Il vento fischia. Il treno fischia. Allora il vento è un treno. Il Vento Treno annuncia che è arrivato solo per mettere tutto soprasotto. Vento Treno fastidioso più di quanto ritarda.

Autrice: Elena “Sole” Meini

lettino

Dietro ad ogni irrazionale folle pensiero potrebbe nascondersi il più sensato dei messaggi…riuscite a leggerlo?

Famelica Occhiata, Lucciola Luminosa, Elefante
Istrice Nervosa Silente, Antichi Nettuni Ossessi,
Dimora Elisea Minata, Eletta Natura, Timore Eretto
Etica Senza Amore, Lieto Tasto, Amata Turba, Onore

Autore: Lorenzo Cambi

Pensieri di un Folle

Sì per simil gesta
a un bimbo somiglio,
ma il mio salto
non nella pozza
l’ho fatto.

Passo dopo passo
sospeso sul filo,
a tu per tu
con l’anima cammino.
E sorrido,
gioisco,
guardo il niente
per riempirlo
solo con cose
tratte dalla mia mente.
Prendono il volo
tutti i miei pensieri,
domando
perchè la gente
per rispondermi
non chiede.
Ho imparato
a viver da solo
nel mio mondo che ho creato
poiché nessuno
ha ancora capito
che per entrare
si puo’ anche aver peccato.
Ho lasciato aperta la porta,
ma non ho mai ricevuto
una risposta.
Solo
Etichettato
come un folle:
Così,
mi lancio,
e stampo,
il mio corpo
sull’asfalto.

Autrice: Monica Ricci

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Credits: Luca Rossato

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