Piazze di Firenze: le meno conosciute hanno una grande storia

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Ti sei mai chiesto quale sia la storia delle piazze e delle vie che percorri ogni giorno?

Ogni angolo sembra trasudare storia, ma le più famose vie e piazze di Firenze non sono le uniche ad essere state teatro di avvenimenti storici interessanti e, a volte, anche divertenti.

Piazza Piave

Piazza Piave nasce dall’incontro di 5 strade: il Lungarno della Zecca Vecchia, il Lungarno Pecori Giraldi, Viale della Giovine Italia, Via dei Malcontenti e Via Tripoli. La Torre della Zecca Vecchia, che si erge al centro della piazza, costituiva l’angolo della seconda cerchia muraria accanto alla Porta della Giustizia, fuori della quale si tenevano le esecuzioni.
Il nome della torre deriva dalla fabbrica della Zecca, che produceva la moneta della Repubblica Fiorentina. La coniazione della moneta avveniva tramite magli azionati ad acqua, quindi, data la sua vicinanza all’Arno, i sotterranei della torre (tuttora esistenti) erano il luogo perfetto.
Il protettore dell’arte della Zecca era San Giovanni Battista e in suo onore, ogni 24 giugno, la zecca faceva uscire dalla torre un carro con sopra un uomo vestito di pelle di cammello che rappresentava il santo. L’uomo veniva chiamato San Giovanni Brindellone a causa del suo aspetto e per il suo ciondolare dopo aver mangiato e bevuto in piazza di Santa Maria in Campo; a causa di ciò si è chiamato brindellone ogni carro che attraversasse la città, compreso il carro pasquale.
La Piazza prende il suo nome dopo la prima guerra mondiale, in onore della battaglia contro gli austriaci tenuta lungo il fiume Piave.

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Piazza di Parte Guelfa

Inizialmente chiamata “Piazza di Santa Maria Sopra Porta”, poi “Piazza San Biagio”, soltanto ai nostri giorni la piazza acquista il nome col quale la conosciamo. Nel 1200 nella piazza era presente solo la chiesa di San Biagio, teatro di una delle vicende che portarono all’odio tra Guelfi e Ghibellini.
Nella chiesa, infatti, si dovevano tenere le nozze tra Buondelmonte de’Buondelmonti e Reparata Amidei, ma il giovane tradì la sposa con un’altra fanciulla, scatenando così l’ira della famiglia, che lo uccise sul Ponte Vecchio.
A Seguito della loro vittoria i guelfi costruirono la sede della fazione, il Palagio di Parte Guelfa, nella piazza che oggi porta questo nome.
Nella chiesa di San Biagio era conservata la campana Martinella, detta anche Bellifera. La Martinella, infatti, veniva suonata e issata su un carro, il Carroccio, prima di essere trasportata sul campo di battaglia.

Piazza del Mercato Nuovo

La piazza è famosa per il mercato che ospita sotto la sua loggia, al centro del quale è presente una ruota di marmo con 6 raggi, della grandezza della ruota di un carro. Vi veniva infatti tenuto il Carroccio della Libertà Repubblicana, che durante le guerra portava la Martinella sul campo di battaglia; durante la partenza, la loggia veniva invasa dai mercanti, talmente chiassosi che il luogo veniva chiamato anche “Baccano”.
La ruota viene invece chiamata “Pietra dello scandalo” a causa di un’altra sua funzione: ai mercanti disonesti venivano calati i pantaloni e fatto battere il sedere nudo sul freddo marmo della pietra ostendendo pubenda et percutiendo lapidem culo nudo.
Nella piazza si teneva anche il “giuoco de’ sassi” che consisteva in una sassaiola tra i garzoni delle botteghe, in ricordo della cacciata del Duca d’Atene. A causa dei danni arrecati ai negozi, dei feriti e dei morti, il gioco venne abolito da Cosimo III.
Nel 1612 la loggia venne abbellita con la famosa Fontana del Porcellino, realizzata da Pietro Tacca facendo una copia in bronzo di un cinghiale greco della Galleria degli Uffizi.

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Credits: leo1383

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