La figura della furia: da oggi Pollock visita Firenze

pollock, toc toc firenze

Quattrocentotrentasette sono gli anni che dividono i protagonisti della mostra più travagliata, sperimentale e certamente più attesa del 2014.

Michelangelo Buonarroti, specchio iconico, col suo David, dell’ideale di bellezza maschile e Jackson Pollock, emblematico rappresentante dell’action painting.
Duemilaquattordici è l’anno in cui si celebra il quattrocentocinquantesimo anniversario della morte di Michelangelo, principale fautore e al tempo stesso ultimo drammatico esponente del Rinascimento.

Duecento metri è la distanza che separa le due location individuate per l’esposizione.

La mostra

Il cuore della rassegna sarà il vecchio tribunale di piazza San Firenze, l’elegante “sala della musica” adibita a spazio interattivo corredato da suoni e filmati, mentre la sezione più classica e tangibile viene importata nel Salone dei Cinquecento, all’interno di Palazzo Vecchio e al cospetto della michelangiolesca scultura il “Genio della Vittoria”.

Dal 16 aprile fino al 27 luglio, i due artisti saranno costretti a condividere insieme una storia, uno spazio e un titolo: “La figura della Furia”, in omaggio alla carica motoria e vitale con la quale lo statunitense aggirava le sue tele, immerso nel suo personale rituale sciamanico alla pittura.

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Pollock, però, non è il solo affetto da “trance agonistica lavorativa”.

Michelangelo, infatti, si contraddistingueva dai coetanei artistici del suo tempo per la lavorazione fisicamente travolgente che applicava a se stesso e alle sue figure.

Una sofferenza fisica comune che guidava le loro creazioni: la bellezza fatta di parti non finite per Michelangelo e la disgregazione completa della percezione di un’immagine ottenuta con un caotico intreccio di linee e macchie colorate per Pollock.

 Come se la voluta assenza di organizzazione razionale nei i disegni lasciati a metà del Buonarroti e nelle figure ormai perse tra l’esistenzialismo astratto di Paul lasciassero, a noi modesti spettatori, la possibilità remota di finire l’incompiuto, pronosticare fantasiose evoluzioni o inscenare personali interpretazioni.

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Con il generoso via libera d’oltreoceano da parte del Metropolitan Museum di New York, sbarcano per la prima volta in Italia sei cruciali disegni, che si aggiungono ai dipinti e alle incisioni eccezionalmente offerte da musei internazionali e collezioni private come la “Pollock Krasner Foundation”.

La mostra, promossa dal Comune di Firenze con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la collaborazione dell’Opificio delle pietre dure di Firenze, è ideata e creata da Sergio Risaliti e Francesca Campana Comparini.

Informazioni pratiche

Il biglietto intero per le due esposizioni prevede un costo di 12,00 euro, ma per chi rientra tra i 18 e i 25 anni, gli over 65, e per chi si presenta in veste di studente universitario il prezzo scende a 9,00 euro.

Completamente gratuito per i minori di 18 anni, ai gruppi di studenti con i rispettivi insegnanti, alle persone disabili e  ai loro accompagnatori e ai membri ICOM, ICOMOS, ICCROM.
Si può comprare il biglietto anche separatamente, per chi è interessato solo alla sezione di Palazzo Vecchio il biglietto intero diventa 10,00 euro e il ridotto 8,00.

Per chi, invece, preferisce dedicarsi solo alla sezione del Complesso di San Firenze il biglietto intero scende a 5,00 euro e il ridotto a 2,00.

Orario stacanovista per le due mostre, tutti i giorni dalle 9 alle 24, con la variante del giovedì dalle 9 alle 14 (la biglietteria chiude un’ora prima della chiusura della mostra).

Credits: Beniculturali, museidicarta, Lauren Manning

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