Realismo magico – La bottega di Calliope

Per rendere omaggio ad un grande scrittore contemporaneo recentemente scomparso, Gabriel Garcia Marquez, abbiamo voluto scrivere qualcosa che lo ricordasse. Infatti questa settimana non abbiamo un “tema” come filo conduttore, ma piuttosto una categoria letteraria; il realismo magico. Marquez dette inizio a questo genere letterario con il suo celebre romanzo “Cent’anni di solitudine” nel 1967.

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Ombra

Stava seduta, alle radici di un grande tronco d’albero con una fluente chioma che sembrava cercare di raggiungere il terreno, senza riuscirci.
Era uno scintillio di riflessi, filtrati tra le foglie verdi, che con il prato intorno sembravano pennellate di colore distese su una tela di azzuro cielo.
La natura sapeva sempre impressionarla e regalarle emozioni, riusciva a stupirla, nella sua minuziosa perfezione.
Le riempiva la mente di pensieri, si distaccava dalla realtà circostante senza nemmeno rendersene conto, entrando in un flusso di meditazioni.
Il vento soffiò facendo cantare le foglie, ma l’unica voce che riuscì a sentire, fu quella della sua Ombra.

*

“Dovresti smetterla di pensare”, sentì, tornando nella realtà e domandandosi se fosse stata lei a parlare.
“Scorgi il tuo sguardo oltre alle foglie, guarda da dove provengono i raggi.. là, dove c’è la Luce”.
Stavolta capì : quel vocalizzo proveniva da sotto la suola delle sue scarpe, da quella forma così simile a lei, ma così priva di dettagli e proporzioni.
“Conosco molto bene il Sole, accompagna tutti i giorni della mia vita, come la Luna e le Stelle. Come il Cielo, come le Nuvole, come il Vento…”
“Anche io ho accompagnato tutti i tuoi giorni, eppure…” la interruppe la sua Ombra.
“Eppure..?” le rispose stizzita.
“Eppure ti dimentichi sempre di me.” disse l’Ombra, con tono malinconico.
“Allora dimmi, Ombra, perchè esisti? Sei meno di un riflesso, solo una macchia scura, che non ha forma e non ha materia.
Dovresti ringraziarmi, vivi solo grazie a me. Il cielo contorna il mio essere, le nuvole giocano con il Sole, la Luna e le Stelle fanno sentire meno solo il cielo all’imbrunire. E tu, Ombra, perchè stai sempre distesa sulla terra, sotto i miei piedi?” Disse la ragazza, con tono accusatorio, prendendo l’occasione al volo, un po’ incredula dalla situazione.
“ Dici cose sagge, ma non ancora del tutto. Non ho forma, ma posso cambiare e plasmarmi a seconda del battere del Sole. Contorno il tuo corpo, senza che tu possa deciderlo, posso allungarmi, imitarti ma Tu, non puoi mai staccarti da me. Come la Luna e le Stelle, io faccio sentire meno solo il tuo corpo.  Puoi percepirmi, solo se volgi lo sguardo su di me, poiché sono impalpabile. Sono come il Vento, che non puoi imprigionare e come il tramonto, che non puoi fermare.
Esisto, per ricordarti che tu sei Viva.”
La ragazza sentì un brivido solcarle la schiena, guardò le sue mani, iniziò a muoversi energeticamente fissando la sua ombra, che, al contrario di lei, rimase immobile al movimento.

E così, alla prima folata di vento, vide le ombre di tutta la natura che le stava intorno, muoversi tempestosamente, come esseri privi di scheletro e ossa. Fasci neri, che si libravano sulla stessa Terra su cui lei sedeva, ondeggiando ritmicamente su quel soffio di Zefiro.
Guardò il sole, fino a quando fu obbligata a distogliere lo sguardo per colpa del troppo bagliore.
“ I miei occhi son rimasti ciechi per così lungo tempo, eppure è sempre stato tutto intorno a me. Mi sei sempre stata vicina ed e’ grazie a te, che finalmente ho capito l’importanza della Luce.”
Fece un sorriso che affossò le sue rosee guance, guardando gli infiniti pensieri che iniziavano a  schiudersi davanti a sé.
L’Ombra seguì quei gesti silenziosamente, lasciandosi trasportare. Non disse piu’ niente e celò il suo sorriso..Un sorriso di appagamento e fiducia nell’Essere Umano.

Autrice: Monica Ricci

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Credits: Xpectro, franzfazio

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