Revolution Soccer Team, una rivoluzione gay nel mondo del calcetto

Gay e appassionato di calcetto: per alcuni senza dubbio una contraddizione in termini in piena regola.

Revolution Soccer Team: un’intera squadra di giocatori gay pronta a smentire ogni luogo comune

è proprio nella nostra Firenze che è nata una squadra di calcetto pronta a smentire ogni luogo comune: si tratta della Revolution Soccer Team, nata nel 2008 dall’idea di un pugno di amici uniti dall’amore per il calcio e per i ragazzi e diventata in pochi anni una realtà ben organizzata e molto interessante, che siamo andati a scoprire.

“In cinque anni la Revolution ha fatto passi da gigante”

ci racconta Paolo, veterano della squadra.

“La prima sfida da affrontare è stata la scelta del nome, che vuole richiamare la rottura degli schemi e lo scardinamento dei pregiudizi da sempre insiti fra omosessualità e calcio, e del logo, che incastona la parola love. 

In seguito al nucleo originario si sono uniti numerosi altri ragazzi di varie età e le competizioni si sono espanse anche oltre i confini fiorentini: il team collabora e gareggia infatti ormai da anni anche contro altre squadre gay italiane, fra cui Milano, Roma e Bologna“.

La benedizione di un grande del calcio

Una svolta importante arriva nel 2011, quando la Revolution arriva a organizzare un vero e proprio torneo dall’evocativo e autoironico nome di Finocchiona Cup.

Se la prima edizione è già un grande successo per partecipazione e accoglienza, la seconda dello scorso anno vede addirittura la comparsa a sorpresa fra il pubblico del CT della Nazionale di calcio Cesare Prandelli, un nome che non ha certo bisogno di presentazioni e particolarmente caro alla città, che si intrattiene con i ragazzi della Revolution consacrandoli ufficialmente con la sua benedizione.

Infine, la terza e per adesso ultima edizione si svolge questa estate nella suggestiva cornice di Torre del Lago e viene sponsorizzata niente di meno che da due dei locali più celebri della movida gay europea, il Mamamia e il Buddy, che ospitano anche la premiazione finale. E non è tutto: quest’anno la Revolution ha partecipato anche al torneo ‘Un calcio all’omofobia’, in collaborazione con GAYCS e con il patrocinio del Comune di Bologna, e a numerose altre competizioni contro le discriminazioni.

 

 

Dalla costituzione della Revolution a oggi sono passati molti giocatori, tanto sudore, parecchie partite e qualche contusione. Lo spirito però è rimasto lo stesso

“Ciò che conta è prima di tutto divertirsi insieme, socializzare, trovare nuovi compagni di squadra e nuovi amici. Poi, naturalmente, vogliamo anche contribuire a demolire vecchi stereotipi e pregiudizi ormai superati… perché il calcio non è certo uno sport per signorine!”

ci assicura sorridendo ironicamente Paolo.

Come si legge sul sito ufficiale della squadra, al quale vi consigliamo di dare un’occhiata, chiunque può farne parte indipendentemente dal livello tecnico: la partecipazione è libera e non servono né abbonamenti né tessere, solo qualche euro per spartirsi l’affitto del campo di calcetto (all’aperto durante la bella stagione e al chiuso d’inverno, per i più freddolosi) e la voglia di tirare calci ad un pallone, ovviamente in un’atmosfera assolutamente gay – friendly.

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