La rinascita della Richard Ginori: Gucci offre 13 milioni

Il caso della Richard Ginori, oggi GRG s.r.l, ha toccato un po’ tutti, fiorentini e non.

Dopo duecento anni di storia, esattamente dal 1735, la crisi finanziaria ha colpito anche questa azienda (l’ennesima) leader mondiale nella manifattura della porcellana.

Nel gennaio del 2013 Richard Ginori viene dichiarata fallita dal Tribunale di Firenze con un ammontare di debiti di circa 80 milioni di euro.

Dopo una serie di trattative nei mesi successivi, si fa avanti un unico offerente: Gucci, offrendo tredici milioni di euro per l’acquisizione della stessa.

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Sappiamo tutti che Gucci Spa appartiene ad una multinazionale francese e ovviamente la paura di perdere questo marchio è grande ma la Richard Ginori grazie alle politiche industriali di Gucci continuerà a portare avanti la bandiera del made in Italy continuando  la sua produzione in Italia.

Non entrando nel merito degli istituti giuridici della vicenda che vanno dall’esercizio provvisorio alla cassa integrazione degli oltre duecentocinquanta operai, all’ acquisizione dell’azienda, la domanda che spesso ricorre in queste situazioni è il perché?

Perché dobbiamo sperare nell’intervento delle multinazionali per salvare le imprese italiane, perché gli imprenditori non investono nel nostro paese, perché  tante volte non riusciamo a sfruttare al massimo quanto di più bello abbiamo.

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Richard Ginori non è solo sinonimo di porcellana anzi è soprattutto sinonimo di mani, di persone e accanto a queste persone ci sono mogli, mariti e figli.

Per questo, per dare un futuro non solo a queste persone non soltanto abbiamo bisogno di politiche diverse, di investimenti, abbiamo soprattutto l’esigenza di crederci, in questo Paese.

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