Roberto Capucci: una storia di talento

roberto capucci, toc toc firenze

Roberto Capucci è uno di quei nomi che pochi conoscono ma che molto pesano nella storia della moda italiana.

Quella di Capucci è una storia solare, colorata, creativa, fiorentina. Romano di origine, Firenze torna in continuazione lungo tutto l’arco della sua vita.

Nato nel 1930, il giovane Roberto Capucci fece subito capire quali fossero le sue doti: si distinse per la particolare bravura al Liceo artistico e all’Accademia di Belle Arti. Nel 1950 aprì il suo primo atelier in via Sistina ma fu l’anno dopo che, a Firenze, si aprì ufficialmente al pubblico presentando le sue creazioni nella residenza di Giovanni Battista Giorgini, personaggio toscano di spicco, nobile, politico e marito di una delle figlie di Manzoni. Firenze lo accolse subito con entusiasmo e lo stesso Roberto Capucci si innamorò di questa città, tanto che già l’anno dopo, nel 1952, mandò in passerella la sua prima sfilata; Location: la Sala Bianca di palazzo Pitti.

Roberto capucci, toc toc firenze

© MÜNCHNER STADTMUSEUM

Ma il suo percorso non era che all’inizio: aprì un altro atelier a Roma e il suo nome iniziò a girare negli ambienti della moda che conta. Christian Dior in persona, pur non conoscendolo, ne tesserà le lodi nel 1958 alla giornalista che lo intervistava per Vogue: “il miglior creatore della moda italiana”. Da lì il salto nell’olimpo della moda fu breve: nel 1961 aprì un suo atelier a Parigi e non in una via qualunque, ma in rue Cambon n. 4, “vicino di casa” di Gabrielle Bonheure Chanel, la quale aveva il suo al n. 31.

Alla fine degli anni ’60 fece il suo rientro definitivo in Italia, di base in via Gregoriana a Roma, ma il suo percorso creativo non si fermò: decise che da quel momento le sue sfilate venissero accolte ogni anno in una città diversa, come fossero una mostra. Per questo motivo si allontanò dai dettami del mondo del fashion system, presentando una sola collezione l’anno e non facendola sfilare ma creandone una mostra. Firenze lo accolse ancora nel 1990 con la mostra a Palazzo Strozzi “Roberto Capucci l’Arte nella Moda – Volume, Colore e Metodo”, a cui seguiranno negli anni a venire moltissime altre in tutte le città del mondo.

roberto capucci, toc toc firenze

Ma la vera consacrazione del legame tra questo grande artista e Firenze avviene nel 2007, quando la Fondazione Roberto Capucci (che conta all’attivo ben 439 abiti storici, 500 illustrazioni firmate, 22.000 disegni originali, una rassegna stampa completa e una vasta fototeca e mediateca) decide di stabilire la Mostra permanente a lui dedicata a Villa Bardini, dove si alternano mostre e percorsi didattici.

roberto capucci, toc toc firenze

Non solo le fiorentine amanti della moda ma chiunque può visitare questo museo; qui troveranno soddisfazione le esigenze di bello, creativo, immaginario, surreale di ognuno di noi. Chiunque visiterà il museo potrà apprezzare lo studio dei tessuti, gli accostamenti arditi, le strutture architettoniche, l’accostamento dei colori. La strada di Roberto Capucci è cominciata come stilista ma si è presto trasformata in molto di più. Una strada che non lo ha consacrato tra i fashion designer di grido che oggi sono sulla bocca di tutte le blogger ma che, alla fama globalizzata, ha preferito gli apprezzamenti di chi di arte si intende veramente.

Perché Roberto Capucci ha un pregio inconfondibile: ha saputo fare quello di cui tanti oggi si vantano. Ha saputo essere un vero artista della moda.

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE