Non rompeteci le statue!

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Camminando per le strade di Firenze possiamo ammirare splendide architetture e bellissime sculture rotte… Sì, abbiamo detto sculture rotte! Negli anni sono state diverse le vittime scultoree di vari “serial turists” un po’ troppo esuberanti o di personaggi che hanno “interagito un po’ troppo” con l’arte della nostra città, quindi ecco la nostra hit-parade.

Vittima Numero uno: Il David di Michelangelo

Nel 1991 un uomo armato di martello ha pensato bene di staccare di netto un pezzo del piede della famosa statua; fortunatamente i restauratori sono stati in grado di ripararla. Non era la prima volta che il David veniva danneggiato: era già stato colpito da una saetta nel 1512 e da tegole e sassi nel 1517 durante un tumulto popolare.

Nel 1813 il David aveva perso un dito in circostanze a noi sconosciute, ma fortunatamente fu restaurato ed il danno riparato.

 

Vittima numero due: Nettuno, “Il Biancone” per gli amici

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Nel 2005 due ragazzi che avevano bevuto giusto un goccio di troppo hanno pensato bene di arrampicarsi sulla scultura di Bartolomeo Ammannati danneggiando gravemente il braccio del povero Nettuno, che non ha nemmeno avuto il tempo di reagire.

Episodi simili si erano verificati anche nel 1981, nel 1982 in seguito ai festeggiamenti per la vittoria italiana ai mondiali di Spagna, poi ancora nel 1986 e nel 1989. L’ultimo episodio nel 1991, quando un uomo in mutande scalò la statua sotto gli occhi di centinaia di persone, fortunatamente senza danneggiarla.

 

Vittima numero tre: L’annunciazione di Giovanni

Opera del duomo

All’interno del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze è custodita l’Annunciazione di Giovanni D’Ambrogio, un artista di fine Trecento – inizio Quattrocento. L’opera è stata recentemente urtata involontariamente da un turista americano (doveva avere una potenza nei bracci) ed è rimasta seriamente danneggiata.

Il danno provocato riguarda il dito di gesso, poiché era già stato danneggiato in passato, sempre vittima della sbadattaggine umana.

 

Vittima numero quattro: Il Ratto di Polissena, Loggia dei Lanzi

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Piazza della Signoria ancora una volta scena del crimine quando il 28 Marzo 2013 una turista stacca un dito dalla scultura di Pio Fedi, la seconda volta nel giro di un anno. In seguito a quest’ultimo gesto il Direttore degli Uffizi ha commentato: “Occorre transennare la Loggia dei Lanzi, sottoporla a regime di accessi controllati, e non liberi, come avviene adesso; magari anche chiuderla nelle ore notturne

 

Vittima numero cinque: Il porcellino

Porcelino

Seppur copia, pur sempre una vittima silenziosa del continuo strofinamento del suo muso, il suino preferito di Firenze si sta lentamente consumando fra le carezze dei turisti che per tradizione lo stropicciano quotidianamente.

Che siano dita o musi, piedi o braccia putroppo la lista continua, ed è proprio il caso di dirlo: “ Non rompeteci le statue!”

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