Un salvatore inaspettato: l’Arno durante la II Guerra Mondiale

arno, toc toc firenze

 Firenze: culla di arte e d’artisti

La nostra splendida città è sempre stata piena di opere d’arte, protagonista di intere epoche storiche con i propri personaggi di spicco, chiunque al mondo senta dire la parola “Firenze” comincia immediatamente a pensare a ciò che questa città ha offerto alla storia dal punto di vista artistico, scientifico, letterario e intellettuale. Pensa agli illustri nomi che hanno fatto propria questa città nel corso dei secoli: da Dante a Brunelleschi, da Giotto a Michelangelo fino a Galileo, praticamente potremmo stare delle ore solo a citare le numerosissime menti illuminate che hanno reso famosa Firenze.

arno, toc toc firenze

 

Senza dubbio molte persone sapranno anche che Firenze ha sempre avuto ottime risorse territoriali, tutti probabilmente hanno provato o almeno sentito parlare della cucina toscana e fiorentina nello specifico, oppure del vino che viene prodotto nel Chianti fiorentino e dintorni.

L’Arno: protagonista su ogni fronte

Questi noti prodotti della terra fiorentina hanno un fattore molto vantaggioso in comune, la vicinanza dell’Arno. Questo fiume infatti fornisce da sempre un apporto fondamentale al territorio lungo il quale scorre e anche se non sempre si è comportato in modo esemplare con i cittadini e con Firenze in particolare, ha contribuito in modo esemplare a supportare la città e i cittadini durante periodi duri e importantissimi della storia italiana.

Nella fattispecie parleremo di uno degli eventi storici più devastanti della storia moderna: la II Guerra Mondiale.

Durante questo terribile conflitto Firenze aveva molto da perdere, abbiamo appena finito di menzionare le ricchezze che questa città porta con sé e solo pensando a queste poche cose che abbiamo detto possiamo immaginare quanto durante una guerra in altissima percentuale combattuta tramite battaglie aeree ci fosse il rischio di distruggere le opere d’arte che costituiscono l’immensa bellezza di questa città. Fatto sta che Firenze, anche per i tedeschi, pur non avendo mai ufficializzato ciò, era vista con un occhio di riguardo, e questo significava che salvo situazioni estreme, non sarebbe stata bombardata.

arno, toc toc firenze

I fiorentini, essendo venuti a conoscenza di questo “privilegio” di cui godevano, erano abbastanza tranquilli da questo punto di vista. Si sentivano quasi intoccabili e basta solo immaginare quanto questo sentimento possa aiutare psicologicamente una persona che vive in un paese dove il 90% delle città vengono bombardate quotidianamente e i civili muoiono o rischiano la vita praticamente sempre.

Qualcosa però cambiò

 

È proprio questo stato d’animo dei fiorentini però che gli ha visti distrutti dopo i primi bombardamenti nel 1943: nessuno di loro avrebbe mai immaginato che gli aerei che sempre avevano sorvolato la città sarebbero scesi a bassa quota per sganciare bombe.

Come al solito quelli che ci hanno rimesso maggiormente sono stati i più poveri: siamo alla Nave a Rovezzano, rione affacciato sull’Arno e contornato da case modeste, evidentemente popolato dai ceti meno abbienti. È il giorno 23 marzo 1944, sono circa le 11.00 e le povere famiglie della Nave scorgono nei cieli alcuni caccia bombardieri americani che di lì a poco si sarebbero abbassati sulla stazione di Campo di Marte per distruggere i binari in direzione Roma.

arno, toc toc firenze

 

Quelle bombe però non caddero mai su Campo Marte, l’unico risultato fu un bombardamento micidiale sui poveri abitanti della Nave. Più dell’80% delle abitazioni viene raso al suolo, muoiono decine e decine di persone tra le quali anche bambini. Probabilmente la potenza e l’effetto sorpresa di questo attacco lo rendono il bombardamento più lacerante di tutti per i fiorentini.

L’Arno: il salvatore di molti

Dopo questo fatto l’Arno comincia ad essere il rifugio degli sfollati di tutta la zona di Firenze sud che non potevano permettersi di rifugiarsi nelle campagne o sulle colline. L’Arno, contrariamente a quanto uno al primo impatto potrebbe pensare, era un ottimo rifugio, le sue rive offrivano un efficace riparo dalle bombe e dagli attacchi da arma da fuoco che potevano arrivare da un momento all’altro.

Possiamo dunque dire che il fiume fiorentino ha offerto molta protezione ai cittadini, ma la cosa più incredibile è che questo fiume ha contribuito “attivamente” alla liberazione di Firenze dai tedeschi, ha dato un’enorme mano ai partigiani che, probabilmente, senza questo fiume non sarebbero riusciti nel loro intento o comunque sarebbero stati costretti a prolungare la resistenza.

arno, toc toc firenze

Stiamo parlando della capacità dell’Arno di essere un occultatore perfetto, un calmo e pacato flusso lo caratterizza in superficie, ma scendendo di alcuni metri al di sotto del suolo capiamo quanto il fiume sia stato determinante per gli uomini che hanno liberato Firenze. Probabilmente più di qualcuno avrà sentito parlare dei due passaggi segreti sotterranei che portano dalla pescaia di S. Niccolò alla sponda opposta dell’Arno, ebbene questi passaggi segreti, costruiti nel 1875, sono stati fondamentali o, ancor meglio, vitali per i partigiani impegnati nella resistenza. Infatti i passaggi, oltre che ottimi nascondigli per esseri umani, sono stati i depositi di viveri e armi per i partigiani.

Gli eroi della resistenza gigliata lo avevano capito, il loro fiume, otre a essere una splendida risorsa naturale, era uno strumento strategico molto utile, il “cattivo” fiume al quale più volte nella storia è piaciuto inondare le bellezze di Firenze e mettere in difficoltà i cittadini, durante la guerra ha contribuito a salvare tutto questo.

 

Credits: Vecchia Firenze Mia

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE