Scenari d’innovazione: dodicesima edizione a Firenze

Si è temuto nel perdere sempre più campo nell’artigianato: invece anche quest’anno viene confermato uno dei maggiori incentivi all’artigianato

La recessione sta coinvolgendo sempre più attività, fa troppi danni, e ci mancava poco che diventasse il protagonista del tracollo di uno dei capisaldi della piccola industria fiorentina, ovvero l’artigianato tradizionale. Fortunatamente sono attivi nel capoluogo delle iniziative interessate a migliorare la situazione attuale: cercano inoltre di mantenere saldo il legame con la tradizione, rimanendo comunque in sincronia con le esigenze del mercato contemporaneo, puntato all’avanguardia tecnica.

artigianato

Il 30 Novembre 2015, presso la sede di Artex in via S. Botticelli 9/R a Firenze, sarà indetta la dodicesima edizione del concorso Scenari di Innovazione, uno dei principali concorsi indetti per lo sviluppo dell’artigianato locale. Sarà aperto alle Scuole Secondarie, alle Università italiane ed estere,  ai  neolaureati,  ai designer under 35 e ai Licei Artistici italiani. Vi verranno presentati ai docenti delle Scuole Secondarie, delle Università artistiche e ai giovani designer gli orientamenti creativi generali del concorso. Le aziende coinvolte presenteranno a loro volta i loro orientamenti produttivi, le loro filosofie aziendali e i materiali utilizzati, tra cui i progetti specifici che, all’interno delle tematiche del concorso, vorrebbero sviluppare in vari prodotti e/o collezioni.

Il concorso e gli obiettivi

Scenari di Innovazione è un concorso a partecipazione gratuita; maggiori informazioni saranno disponibili sulla pagina del concorso dopo il 30 Novembre 2015. E’ nato nel 2003, con l’obiettivo di sviluppare e favorire l’innovazione delle produzioni artistiche e tradizionali toscane. Al progetto, oltre alla pro-loco (CNA Toscana, Confartigianato Imprese Toscana, sotto la supervisione dell’Artex-Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana) hanno aderito nel corso degli anni le imprese locali, in particolar modo anche il mondo della formazione, con riferimento agli Istituti Superiori e alle Università a orientamento artistico. Questo concorso ha inoltre contribuito a portare alla ribalta i giovani designer, generalmente bistrattati dalle aziende nazionali.

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Gli obiettivi principali di questa nuova edizione, intitolata “Artigianato e Digital Fabrication”, sono: l’interpretazione e l’anticipazione dei cambiamenti abitativi e la comprensione di nuovi comportamenti verso i nuovi processi di produzione, le sue tecnologie e i suoi materiali, puntando a visioni creative per l’industria artistica toscana. Le potenzialità e le capacità offerte dalla “digital fabrication” possono rappresentare, se opportunamente coniugate e applicate, una formidabile occasione per favorire la diffusione di nuovi processi, di nuove strategie e di prodotti innovativi tra le imprese del settore artistico e tradizionale, in cui si necessita, tra nuova tecnologia e impresa, il trait d’union del design. In questa unione vengono impiegate diverse tecniche, quali la stampa avanzata 2D, le lavorazioni avanzate 3D, gli scanner 3D, laser cutter, elettronica e altre tecniche, tutte a sostegno, comunque, delle capacità indubitabili delle produzioni artigianali tradizionali. 

Il contesto

Nel mondo dell’artigianato la dimensione temporale della tecnologia, ovvero il suo senso, attraverso le grandi potenzialità del design contemporaneo, può essere determinante nelle basi della competitività di questo settore. Infatti un nodo cruciale nella lavorazione dei materiali e delle tecniche di lavorazione, e quindi nei contrasti e nelle valorizzazioni, ancora oggi è il senso antico che continua a suscitare curiosità tra i consumatori. La direttiva del concorso si prodiga appunto sui progetti e sulle proposte in cui la tradizione, il passato, viene messa in connubio con l’innovazione, il presente, per favorire  processi, strategie e prodotti altrettanto innovativi e competitivi per il mercato.

Continuando a parlare di innovazione e di avanguardia, però, non ci siamo soffermati sul pensiero altrui, ovvero su come la interpreteranno i detrattori di certi compromessi: non apprezzeranno facilmente l’idea di dover aggiungere alla tradizione, al lavoro secolare degli avi, i nuovi design ipertecnologici, quasi del tutto avulsi alla nostra cultura tecnologica, specie negli ultimi decenni. Per quanto possa essere difficile, per l’ala conservatrice, accettare l’idea di dover “mischiare” l’artigianato tradizionale con l’innovazione, è, purtroppo per loro, necessario. L’economia non guarda alla storia, al tempo e alle culture; quindi, per salvare ciò che davvero deve essere salvato, le arti antiche devono rinnovarsi, guardarsi alle novità dell’epoca. Il processo non è così radicale: nulla del passato potrà mai essere sostituito dalle nuove arti; solo ciò che effettivamente non funzionava troverà nelle innovazioni un rinnovo drastico. Il resto rimarrà sempre davanti agli occhi di chi vorrà produrre e di chi vorrà sostenere l’artigianato.

Credits: design large, gonews, toscananews

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