Sorrisi dimenticabili – La bottega di Calliope

Perchè un po’ di malinconia ogni tanto ci vuole no? Mica possiamo sempre essere tutti felici e contenti! Scherzi a parte il tema di questa settimana è molto particolare e ha dato non poco filo da torcere ai nostri eroi. Proponiamo in queste righe due piccoli racconti che racchiudono il potere spesso sottovalutato di un semplice sorriso.
Buona lettura!

Perché

Cammina e il mondo le scorre attorno. La musica scandisce inconsapevolmente il movimento degli altri, unendoli e separandoli da lei allo stesso tempo. Poi lui. “No, non ancora”, pensa, stringendo i denti. Distoglie lo sguardo, ma ormai è troppo tardi. Aumenta il volume della musica. Cerca di fuggire. Ma non ci riesce, non ci riesce mai. Sospira, caccia il nodo giù per la gola. Si promette, scendendo le scale, “un giorno glielo chiedo”. Ma alla fine sa che non lo farà. Perché in fondo non vuole sapere perché lui sorrida. Non vuole sapere come ci si possa vestire di quel sorriso ogni giorno, anche facendo il lavoro più umile al mondo. Gli altri se ne dimenticano di quel sorriso. Alla fine lui è solo il “tizio che pulisce i binari”. Eppure lei si chiede, ora come allora, perché lui sorrida sempre e comunque. E, soprattutto, perché lei non ci riesca

Autrice: Caterina 

BARBARA E I 30 SECONDI

L’amore esiste. Se gli ci si inciampa addosso nei trenta secondi giusti. Se invece si va fuori tempo massimo, si rischia di diventare spettatori dei trenta secondi giusti di qualcun altro.
Per esempio Barbara ieri notte ha quasi corso il rischio di trovarsi al momento giusto al posto giusto. Quasi.
Ha visto un cane, ieri, mentre guidava per tornare a casa. Un cane impazzito, che correva, con un guinzaglio attaccato. Doveva essere sfuggito a qualcuno. Attraversava i viali, in lungo e in largo, pericolosamente inebetito da qual momento di libertà improvvisa. Lo segue. Molla la macchina nel primo parcheggio in divieto, lo rincorre, prende il guinzaglio. Lui tira. Ma poi si calma. Vede
un’altra ragazza ferma con un altro cane al guinzaglio che la guarda.

– Ah è il tuo? Meno male. Io ho paura sai, ho anche il mio cane a volte può scappare.. non saprei che fare.
– No, non è mio l’ho seguito perché mi sembrava perso.
Già.
Parlano un po’, Barbara lo tiene. Non ha la medaglietta. Provano a sentire i vigili.
Nel mentre Barbara si ricorda che a 50 metri, esattamente a trenta secondi da lì, ha la Twingo aperta e parcheggiata male.
– Riesci a tenerlo un attimo? Vado a chiudere.
E in questi trenta secondi, proprio mentre si allontana dopo aver lasciato il cane alla ragazza, succede.
Quando sta per tornare, vede due fanciulli carini. Lui, bellissimo, un sorriso disarmante anche a 50 metri di distanza, è il padrone del cane, che abita proprio lì, che si scusa con la ragazza e la ringrazia per aver soccorso il cane, che gli è sfuggito su via San Vitale, che se non ci fosse stata lei chissà cosa sarebbe successo. Lei ride, con gli occhi un po’ da triglia, dice di non preoccuparsi, che è finita bene e cose così. E i due cani intanto scodinzolano, salterellano un po’ addosso, si annusano il sedere.
E Barbara, non dice niente, sale in macchina. Non è il suo turno, per trenta secondi. Guarda la scena per un po’ da dietro i vetri, come se fosse in uno di quei vecchi drive-in americani. Poi va a casa. Un altro sorriso da dimenticare…

Barbara passeggia per Faenza assieme al suo cane-fidanzato Harold, quando una bella bambina con i capelli lunghi e neri la ferma e le chiede se può accarezzare il cane e lei risponde – ” si certo! è qui apposta!”
Lei sorride e accarezza il cane, le chiede come si chiama, Barbara risponde, e lei mi dice che le piace molto. Poi la ringrazia e va da suo padre, che la sta chiamando.
La chiama Emma. Lei corre da suo padre.
Che ha i capelli lunghi e neri come quelli della figlia
e che si chiama Manuel Agnelli.

Autore: Roberto Becattini

Vuoi leggere altri racconti e poesie? Allora scopri le altre opere della Bottega di Calliope!

credits: Nicola

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE