Stefano Nottoli: un cantautore 2.0

Stefano Nottoli

Da qualche tempo seguiamo le imprese di Stefano Nottoli, pianista cantautore toscano.

Stefano è un musicista emergente e per finanziare il suo nuovo disco ha fatto una campagna su Music Raiser che finirà tra poco meno d’un mese.
A noi piacciono i musicisti, sopratutto se si mettono in gioco come fa Stefano. Ma ci piacciono ancora di più se usano il crowdfunding e i social per parlare alle persone.

Quindi ci siamo andati a fare due chiacchiere.

Ci racconti chi è Stefano Nottoli?

Raccontare chi sono è un po’ complicato ed implica avere una perfetta conoscenza di se stessi, un valore molto alto, meglio raccontare cosa mi piace fare.
Mi piace inseguire i sogni e raccontare storie cantando.
La mia più grande passione è la musica che ha sempre avuto un fascino irresistibile su di me, spesso dico che è la mia amante, la mia compagna lo sa molto bene.

Mi piace inseguire i sogni e raccontare storie cantando.

Negli ultimi 4 anni del mio cammino musicale ho deciso di vestirmi da cantautore e ho iniziato ad andare in giro a raccontare storie da me scritte, cantando e suonando in locali, eventi e manifestazioni varie. Dal 2012 posso ritenermi fortunatamente sempre in continuo movimento.
Alterno questa ricerca musicale ad un altro bellissimo lavoro che è quello di docente di scienze nelle suole superiori, vista la precarietà di tale professione posso dire che anche questo è un sogno che sto inseguendo.
Credo di poter dire che mi piace essere alla ricerca di qualcosa da scoprire, quando raggiungo un obiettivo a volte capita che questo non mi soddisfi almeno quanto il percorso che ho fatto per raggiungerlo.

Stefano Nottoli

Come hai iniziato a suonare?

Ho iniziato che ero molto piccolo, giocavo a fare concerti nel corridoio di casa dei miei con la chitarra giocattolo regalatami da mio nonno anch’esso musicista nella banda di paese. Da allora non ho mai smesso di giocare a questo bellissimo gioco.
Intorno ai 6 anni volevo imparare a suonare la chitarra ma in paese non c’era nessuno insegnante, così ho iniziato a studiare il pianoforte da una mia vicina di casa con l’idea che quando sarei stato più grande avrei potuto spostarmi per andare a studiare chitarra, da allora non ho più lasciato il pianoforte.

Intorno ai 6 anni volevo imparare a suonare la chitarra ma in paese non c’era nessuno insegnante

Le prime canzoni che ho scritto risalgono al periodo delle scuole medie e da allora non ho mai smesso, ma crescendo cresceva anche la voglia di suonare dal vivo ed il modo più semplice per poterlo fare era quello di suonare in una tribute-band.
Ho suonato in diversi progetti toccando molti generi musicali, blues, rock, reggae, soul e così via. Ho imparato tantissime cose e tanti stili musicali, inoltre ho potuto conoscere molti musicisti. È stato un periodo bellissimo e sono felice di averlo vissuto.
Ma con il passare del tempo non mi sentivo più gratificato, durante le serate nei locali il divertimento era legato in particolar modo nello stare con gli altri musicisti ma finita la serata mi restava un sapore amaro in bocca, per cui mi sono chiesto:

“Come mai ho iniziato a suonare? Qual era il mio sogno?”

La risposta è stata nel piccolo bambino che si esibiva con la sua piccola chitarra giocando ad essere un cantante famoso e cantando le proprie canzoni.
Così ho iniziato a studiare canto, ho raccolto alcuni dei brani che avevo scritto fino a quel momento ed è nato il primo disco “Ritagli di tempo” uscito in agosto 2012.

Come mai hai voluto utilizzare un sistema di crowdfunding per finanziare il tuo disco?

In tutta onestà mi sono avvicinato al crowdfunding in punta di piedi. Me ne avevano parlato alcuni miei amici e consultando vari progetti online ne ero in parte attratto in quanto la vedevo come una opportunità. Ma dall’altra ero scettico e titubante perché avevo letto anche molte critiche provenienti dal mondo della musica indipendente; alla fine ho scelto di utilizzare questo sistema e provarci.

Stefano Nottoli

Ho contattato Music Raiser in quanto l’ho ritenuto più attinente alle mie esigenze ed ho trovato delle persone disponibili e gentili, in particolare la persona che mi è stata assegnata come tutor. Una ragazza che mi ha stimolato e mi ha fatto credere nel crowdfunding senza dovermi convincere ma motivandomi nella realizzazione del mio progetto e con la quale sono tutt’ora in contatto per portare avanti la campagna, sto imparando un sacco di cose e mi sto divertendo tantissimo.

Al momento di questa intervista manca circa un mese e devo dire che sta andando molto bene ma non solo per il fatto economico: non so se alla fine raggiungerò l’obiettivo che mi sono prefissato, ma perché ho visto crearsi un interesse intorno alla mia musica da parte di molte persone.

Quanto è difficile fare il musicista in Toscana?

Credo sia un lavoro difficile indipendentemente dalla regione in cui uno si trova, quando parlo con amici di altre regioni riportano tutti un senso di fatica e di difficoltà nel trovare spazi e situazioni.

Personalmente cerco di concentrarmi sullo scrivere canzoni che mi facciano star bene, il più delle volte scrivo perché ho bisogno di farlo e non perché devo farlo.

Spesso dopo l’esibizione live si aprono sempre nuove porte

Inoltre alterno una quotidiana attività di studio e ricerca musicale a quella di ricerca di contatti, locali ed eventi. Ad alcuni piace la mia musica e quindi trovo situazioni in cui suonare, spesso dopo l’esibizione live si aprono sempre nuove porte.
Alla fine penso a quanto sia fortunato nel poter fare questo lavoro e così mi dimentico delle difficoltà collegate ad esso.

Prossimi progetti?

A breve sarà pronto il mio secondo disco che si chiamerà “Lo chiamavano Parafango”, la storia di un sognatore le cui vicende sono raccontate in 10 canzoni. Vorrei farne uno spettacolo di teatro, ho già scritto un monologo che si alterna alle canzoni il cui testo sarà contenuto nel libretto del CD.
Spero di continuare a suonare dal vivo con la mia musica e non smettere mai di camminare lungo questo sentiero pieno di sorprese ed emozioni.

Dopo aver parlato con Stefano abbiamo deciso di sostenere il suo progetto come associazione e ti invitiamo a farlo per vedere presto alla luce il nuovo album “Lo chiamavano Parafango”.

Top
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE