Storia e leggenda del Poggio Imperiale

Poggio imperiale

Il Poggio Imperiale è un po’ una leggenda metropolitana: tutti lo conoscono, ma nessuno ( o pochi) ne sanno davvero qualcosa.

Potremmo soprannominarlo “il palazzo delle 100 realtà” in un libro fantasy, dato che questa magnifica struttura è passata in molti mani nobili e la sua storia è stata riscritta molte volte. Ma, non vi preoccupate, niente dilungazioni. Un rapido “compendio” ( da sempre amico degli universitari) sarà sufficiente a capire la complessità della storia di questo luogo. Si potrebbe quasi parlare di una “maledizione” legata al possesso del Poggio Imperiale, dato che nessun proprietario privato è riuscito a detenere la villa per lunghi periodi di tempo.

Poggio imperiale

La Villa Medicea del Poggio Imperiale ( sì, a Firenze accorciamo i nomi ) in origine si chiamava Poggio Baroncelli e fu costruita dalla famiglia omonima in un periodo non meglio precisato.

Si sa solo che nel 1427 la villa  nota come Poggio Imperiale era elencata fra le proprietà della famiglia sull’antenato della moderna dichiarazione dei redditi. I Baroncelli però subirono un tracollo finanziario e furono costretti a vendere la villa ai Salviati che se la videro confiscata da Cosimo I dei Medici per punizione verso il capo famiglia, suo oppositore politico, e donato a Isabella de’ Medici. Isabella viene descritta come innamorata dell’edificio e realizzò moltissime opere, sopratutto all’interno, prima di essere uccisa nel 1576, quando la villa passò al figlio don Virgilio Orsini che la usò sopratutto come scenografia per imponenti spettacoli teatrali.

Poggio imperiale

Come avrete notato, la villa potrebbe essere uno sfondo ideale per una telenovela. Ma come si dice…la realtà supera la fantasia no? Passiamo al secolo successivo, pronti?

Nel 1618 la Villa passò a Maria Maddalena d’Austria che decise di indire un concorso ( oggi lo chiameremmo appalto) per trovare un architetto che riuscisse a modificare, ampliare ed abbellire la villa secondo i suoi gusti. Risultò vincitore Giulio Parigi che dette alla villa un’aria così grandiosa e maestosa ( l’aspetto attuale) da farla divenirev il Poggio Imperiale anche nel nome. Appena 40 anni dopo, però, la villa fu venduta a Vittoria della Rovere che a sua volta assunse un architetto per ingrandire e dare un proprio tocco personale alla villa.

Insomma, oggi giorno le donne per distinguersi acquistavano scarpe e borse, oppure cambiano colore di capelli, all’epoca assumevano architetti per dare il proprio tocco alla Villa!

Con la reggenza dei Lorena la villa conosce un periodo di decadenza, dato che deve abbandonare i fasti e i lustri per andare incontro ai gusti e alle mode severe dettate dall’Imperatrice Maria Teresa. Venne poi il tempo del granduca Pietro Leopoldo e con lui il Poggio Imperiale ritrovò nuova vita, l’architetto Gaspero Maria Paoletti lo ampliò e l’abbellì e numerosi ospiti passarono e soggiornarono nella villa. Ricordiamo che nel 1770 Wolfgang Amadus Mozart tenne qui il suo unico concerto a Firenze, con un clavicembalo divenuto inestimabile e impossibile da vedere per ragioni di sicurezza.

Poggio imperiale

Nell’800, infine, furono la regina d’Etruria Maria Luisa di Borbone e Elisa Baciocchi Bonaparte (sorella di Napoleone) ad abitare nella villa e, seguendo la tradizione sopra citata, anche loro attraverso gli architetti Poccianti e Manetti lasciarono un impronta personale nel complesso. E vista la sinistra reputazione che stiamo costruendo a questa villa, passata dalle famiglie più importanti d’Europa, dobbiamo citare il soggiorno di Vittorio Emanuele (futuro Re d’Italia) che qui dimorò fanciullo e rischiò di morire a causa di un incendio, che lasciò su di lui la fobia del fuoco.

Nel 1823, infine, il Poggio Imperiale divenne ciò che oggi noi tutti conosciamo: una scuola.

No, fuochino. Divenne educandato femminile della Santissima Annunziata ( in pratica lo Stato offrì questo edificio in cambio di uno in Via della Scala ove il convitto risiedeva. Anche all’epoca lo Stato non aveva grande fiuto per gli affari), una scuola solo per ragazze, riservata da principio alle famiglie più in vista della città e dal’45 anche ai figli degli industriali.

In questa scuola hanno studiato Dacia Maraini, Ilaria Occhini e per un anno anche Edda Ciano (ritirata dopo un anno perché la preside mal tollerava le visite fuori orario del padre Benito Mussolini). Attualmente è un liceo secondario e aperta a studenti di entrambi i sessi. All’interno conserva anche un piccolo museo con collezioni scientifiche d’epoca. Il Poggio Imperiale è un gioiello di Firenze, anche se visitarlo è quasi impossibile.  Ricordate uomini…per fare felice una donna, basta un’architetto!

Credits: MyItalia, WikiMedia, RegioneToscana 

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