Strani dialoghi – La bottega di Calliope

Questa settimana presenteremo uno dei testi più originali e apprezzati dall’intero gruppo di scrittura.
Si tratta di un dialogo molto particolare e non diremo altro per non rovinare la sorpresa…

Dialogo tra Dio e Pollo

Dio: Ma secondo te esiste?

Pollo: Cosa?

Dio: l’Uomo.

Pollo: Naaa… impossibile.

Dio: Ok, ma se esistesse come sarebbe?

Pollo: Alto, biondo, occhi azzurri…

Dio: Ma dai! Fai il serio. A volte ci penso sai… all’Uomo. Mi piacerebbe davvero che esistesse, lassù, da qualche parte.

Pollo: Empiricamente parlando, possiamo dire solo questo: che esso esista o meno, a noi non ce ne viene niente. Pensaci un attimo: anche se esistesse, sarebbe qualcosa di così diverso da noi che non potremmo nemmeno parlarci. Non potremmo avere alcun contatto, non potremmo interagire in alcun modo. Che esista o meno, come potremmo mai saperlo? E, infine, che differenza fa? Per quanto mi riguarda, mi dichiaro agnostico.

Dio: Sì, capisco, però a volte è confortevole fare di questi pensieri, sai, almeno per me. Se davvero non ci fosse niente lassù, se davvero l’universo fosse un unico, immenso, nulla… che solitudine…

Pollo: Eddai, Dio. Ci sono io…

Dio: Non scherzare.

Pollo: E va bene, ipotizziamo, pour parler, che l’uomo esista. Secondo me avrebbe degli occhi, per esempio sette o otto sfere gelatinose collegate ad un centro di elaborazione visiva. Così da potersi muovere meglio nello spazio.

Dio: No. Otto sono troppi, due bastano.

Pollo: Così pochi?

Dio: Non lo sai che bastano due punti per definire una linea retta?

Pollo: Ma l’universo non è una linea retta. Stai sicuro che con due occhi soli l’uomo sarebbe un imbecille totale. Non potrebbe discernere, che so, l’alto dal basso, il bene dal male… E soprattutto stai sicuro che non potrebbe mai sapere nulla di noi. Con due occhi non ci fai niente…

Dio: Non mi convinci. Secondo me anche senza vederci, qualcosa di noi potrebbe intuirlo.
Secondo me, potrebbe anche prendere ad adorarci.

Pollo:  Adorare Dio e Pollo? E come? Alzando le mani al cielo?

Dio: No, costruendo torri e recitando salmi. Sennò a che gli servirebbero le mani e la bocca?

Pollo: La bocca? E che cos’è la bocca?

Dio: Un buco in mezzo alla faccia.

Pollo: Ma che schifo! Tu credi che l’uomo abbia un buco in mezzo alla faccia??!

Dio: Beh forse non è perfetto, ma da dove gli uscirebbe il suono sennò? Ma poi tu come te lo immagini, scusa? A nostra immagine e somiglianza?

Pollo: Non so, forse…

Dio: Per me, un Pollo nell’universo basta e avanza.

Pollo: Anche un Dio se è per questo… anzi, è pure troppo. Ma andiamo avanti.

Dio: Secondo te sarà grasso?

Pollo: Non lo so, dipende da quanto mangia.

Dio: Non troppo, sennò viene su viziato. Ma nemmeno troppo poco.

Pollo: Perché no? Piccolo va veloce.

Dio: Sì ma se lo beccano lo schiacciano subito.

Pollo: E quindi?

Dio: E quindi muore. è una cosa triste, immagino…

Pollo: E dove sta scritto che deve essere felice? Non sono mica felice io…

Dio: Perché mangi troppo poco…

Pollo: Ah, perché, sei felice tu?

Dio: Felice? Non saprei… forse mangio troppo poco anch’io…

Pollo: Quindi, secondo te, uno più mangia e più è felice? Se così fosse anche per l’Uomo, passerebbe tutta la vita a cercare di mangiare e nient’altro. Che vita è? Non pensi che avrebbe bisogno di qualche distrazione ogni tanto?

Dio: Ed è qui che entriamo in scena noi!

Pollo: Ok, basta. Questo è troppo. Che sia chiaro: l’Uomo non esiste. Non è mai esistito. E mai esisterà.

Dio: Ne hai le prove?

Pollo: Sì. Perché se davvero l’Uomo esistesse, e se fosse così come tu lo hai descritto. Se avesse due occhi. Se avesse un naso e una bocca. Se potesse parlare, se potesse costruire torri, se potesse correre, ridere e saltare. Se potesse amare, conoscere e morire. Se nonostante tutto questo noi fossimo ugualmente qua, soli, a sognare ad ogni barlume infiniti mondi ed altri tempi, allora vorrebbe dire che, lassù da qualche parte, è solo anche lui, a condividere la nostra stessa idiozia.
E questo proprio non mi va giù!

Dio: Sì, però, secondo me, se l’uomo esistesse, avrebbe una mamma e un papà.

Pollo: Una mamma e un papà dici? Per essere meno solo?

Dio: No. Per imparare che si può essere uno e tre allo stesso tempo. E chissà che magari un giorno non arrivi a essere anche più di tre…

Pollo: Tipo quanto? Sette? Otto?

Dio: Chi può dirlo… solo l’Uomo lo sa.

Autore: Paolo D’Antonio

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Credits: Lk Luka, Maria Teresa Ambrosi

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