Street art: la provocazione dei Guerrilla Spam

street art, toc toc firenze

La street art a Firenze sta vivendo un periodo di grande creatività. Un’invasione pacifica da parte di una forma d’arte sempre molto discussa.

Discussioni che nascono dalla natura stessa della street art, che per definizione non accetta schemi e restrizioni. La libertà espressiva di questi artisti però, spesso tende a scontrarsi con il punto di vista di alcuni cittadini, che si riuniscono in comunità impegnate nella lotta contro il degrado. O almeno questo dovrebbe essere lo scopo.

Volontari contro il “degrado”

A Firenze infatti, esiste un gruppo di cittadini volontari chiamati “angeli del bello” che si occupano del decoro urbano nel centro storico. Puliscono parchi, strade, spazzano le vie, e tra le altre cose cancellano e rimuovono scritte, graffiti, tag, poster e quant’altro di illegale si trovi su palazzi storici e non nella città. Oggi gli “angeli del bello” puliscono in modo più ragionevole i muri rispetto a come facevano anni fa quando si sono istituiti, dipingendo toppe di colori differenti su intonaci di altri colori, producendo un effetto che probabilmente non era certo meglio della situazione del muro con le scritte.

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Guerrilla Spam

Sono molti gli artisti che negli anni si sono scontrati con gli “angeli del bello”, cercando di far valere le proprie ragioni. Tra questi ci sono i Guerrilla Spam, collettivo di artisti urbani con opere realizzate sia in Italia che all’estero. Le opere dei Guerrilla Spam sono spesso caratterizzate da un forte interesse per le tematiche sociali e per il rapporto tra individuo e spazio pubblico. E proprio in questi giorni, tra le strade di Firenze, i Guerrilla Spam hanno portato alla ribalta il tema del degrado attraverso le loro opere. Opere che hanno lo scopo di far riflettere i cittadini su cosa effettivamente contribuisca al degrado di una città.

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Inoltre, attraverso una serie di riflessioni, il collettivo di artisti ha espresso tutti i propri dubbi sul concetto, tanto importante quanto poco approfondito, di decoro urbano.

Un nuovo punto di vista

Bisogna interrogarsi sul concetto di decoro e di degrado all’interno delle città contemporanee. I graffiti e ogni espressione non autorizzata viene oggi messa al bando come fenomeno di vandalismo, degrado e malessere civico. Non ci si interroga minimamente invece sull’effetto invasivo da stupro che le pubblicità e le affissioni autorizzate producono nei centri storici.

L’argomento viene fuori solo in caso di episodi eclatanti come grandi billboard di fianco a Castel S.Angelo o sul Canal Grande di Venezia. Ma non ci si interroga sulle piccole violenze vere delle pubblicità sparse nei centri storici (Roma è un caso drammatico) mentre si demonizza a priori le scritte illegali. Il degrado diventa dunque decoro se legittimato e autorizzato?

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La cosa più drammatica non è tanto la rimozione delle scritte da parte delle istituzioni che sono tenute ad applicare certe leggi e non permettere infrazioni (come i graffiti illegali), ma la rimozione da parte di cittadini volontari che decidono nel loro tempo libero di pulire i muri dai graffiti. Ora, “gli angeli” come molti altri cittadini, sono sicuramente persone animate da spirito civico stimabile che cercano di mantenere la città in buono stato, considerandola un bene di tutti, ma il fatto che vedano come prima soluzione al degrado la rimozione delle scritte illegali, questo si che è drammatico.

Degrado autorizzato?

Perché pulire delle tag illegali e non cancellare o staccare i manifesti autorizzati delle pubblicità? Perché le tag non sono autorizzate appunto, ed è molto più semplice combattere un degrado urbano che già è messo al bando rispetto a combattere un degrado urbano autorizzato e avvallato dalla legge.

street art, toc toc firenze

Il cittadino che pulisce la tag (ovviamente illegale) esegue il compitino delle istituzioni che ci hanno detto “la tag è degrado” e non si pone il problema di ampliare la questione ragionando autonomamente su cosa rappresenti, per lui, il degrado nella città.
La conclusione dei Guerrilla Spam è che non si risolve il degrado di un luogo urbano eliminando due scritte. Ci sono problematiche sociali, estetiche e culturali molto più gravi e oltretutto permesse dalle istituzioni. Come proposta costruttiva invitiamo gli “angeli” e i cittadini tutti a contrastare e rimuovere le pubblicità autorizzate presenti nella città.

La provocazione dei Guerrilla Spam sicuramente ci fa riflettere su numerose questioni e ci offre lo spunto per confrontarci con un mondo, quello della street art, in notevole ascesa. La speranza è che si riesca ad arrivare una soluzione comune, che non criminalizzi l’espressione artistica e, allo stesso tempo, combatta ciò che veramente contribuisce al degrado di una città.

 

credits: Guerrilla Spam, Andrea Berti, Jacopo Santini, Exit Enter

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