Toscana al veleno: la nostra terra dei fuochi

toscana, toc toc firenze

7 Ottobre 1997, Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. In quel lontano giorno, il pentito di Camorra Carmine Schiavone confessa la partecipazione al traffico di rifiuti dal nord d’Italia e lo sversamento illegale di rifiuti in Toscana, diretto da un suo cugino, un certo Sandokan, insieme a Francesco Bidognetti e con una certa influenza di Licio Gelli, capo della famosa loggia massonica P2 .

A ciò si aggiunge la consegna di numerosi documenti riguardanti alcune amministrazioni provinciali di Massa Carrara e di Santa Croce sull’Arno. Questa notizia, di ben 16 anni fa, torna di prepotenza nella cronaca nazionale con le dichiarazioni del Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, che riportano l’attenzione sullo smaltimento illegale dei rifiuti in Toscana, dopo i recenti avvenimenti in Campania.

Roberti mette in guardia sull’operato della Camorra e sul business intorno alla criminalità ambientale, che riguarda sia i clan nazionali sia entità esterne.

La Camorra, secondo il Procuratore, sta iniziando a smaltire i rifiuti del Nord in Toscana, dopo vent’anni di sfruttamento del territorio del meridione. Queste parole, risalenti al 6 Novembre, hanno avuto poca risonanza, sia sul piano dell’informazione, sia sul piano politico, dove sono intervenuti sull’argomento i senatori Giuseppe Lumia (PD), Mario Michele Giarrusso (M5S) e il deputato toscano Federico Gelli(PD), che hanno annunciato di voler portare la questione in Parlamento.

Sul territorio l’allarme viene lanciato dalla Fondazione Caponnetto

Sempre attenta alle tematiche mafiose, che dal 2006, con i suoi rapporti sulla presenza mafiosa nel territorio toscano, la Fondazione Caponnetto cerca di porre l’attenzione sulle ecomafie e di tracciare delle mappe sulle presenze mafiose e sulle attività illecite.

Salvatore Calleri, il presidente della Fondazione, e Renato Scalia, consigliere della Fondazione e autore dell’ultimo rapporto sulla criminalità organizzata in Toscana, hanno lanciato un appello, per far fronte comune per bloccare e debellare l’operato delle mafie, guardando anche ai dati allarmanti provenienti dal Sud, con un forte incremento delle morti a causa di tumori negli ultimi vent’anni.

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Le indagini sono in corso e i luoghi interessati allo sversamento illegale dei rifiuti sono Top Secret, ma segnali evidenti di un possibile disastro ambientale si potevano notare con le operazioni delle Forze dell’Ordine negli ultimi anni, tra le quali ricordiamo l’operazione del 2010 portata avanti dai Carabinieri del NOE, dove vennero arrestati vari esponenti di un’organizzazione criminale nata in Toscana che smaltiva illecitamente rifiuti speciali e pericolosi, provenienti da Bagnoli, in provincia di Napoli.

La sensazione è che, dopo 16 anni dalle dichiarazioni di Schiavone, la situazione possa essere più grave di quel che possiamo immaginare.

 

Credits: l’Unità del 16/11/2013, ” L’Italia dei veleni, la terra dei fuochi in Toscana”, articolo di Silvia Gigli.

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