Turismo culturale: incassi record per Firenze

turismo culturale

Il turismo culturale è un patrimonio spesso dimenticato non solo a Firenze, ma anche in tutta Italia.

Oltre a essere un aspetto economico molto sottovalutato, nelle realtà dove esso è più persistente e proficuo, il turismo culturale risulta motivo di insofferenza da chi invece lo subisce: i residenti.

E infatti…

Questi turisti! Sporcano, ingombrano, intralciano, si ubriacano…

attraversano le strade del centro guardando per l’aria con i tablet in mano, e poi si lamentano se i tassisti si scaldano e inveiscono. Non fanno altro che chiedere informazioni, scimmiottare l’italianità tipica del pregiudizio estero, fotografare cose che per noi non ha senso fotografare!

Ti fanno dimenticare che stai pedalando davanti al capolavoro del Brunelleschi, perché sei impegnato a farti spazio tra le carovane di osservatori che non guardano dove mettono i piedi. 

Questi maledetti turisti, che pensano di potersi comportare all’italiana solamente perché sono in vacanza in Italia.

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Si. Ma questi turisti, oltre alla valigia, portano con sé il portafogli.

Non vogliamo buttarla sul lato materiale della questione. Tuttavia quella per i turisti è un’allergia davvero contagiosa e noi abbiamo trovato la cura: il report del Ministero dei Beni Culturali sugli incassi del turismo culturale dell’anno 2013.

Questo documento potrà alleviare la fastidiosa urticaria da vittima del turismo, forse facendo riflettere sulla potenza di una risorsa così grande e sulla galoppante incapacità tutta italiana, di rendersene conto al momento giusto, non quando l’occasione sia già passata.

Ecco perchè oggi vi mostriamo gli introiti del turismo culturale dell’anno 2013: cifre da capogiro e numeri che fanno tremare tutta Italia!

A titolo informativo, certo.

Ma con l’auspicio di suscitare quel piccolo senso di colpa nell’averli maltrattati o strombazzati, nell’aver avuto poca considerazione di loro quando hanno varcato la soglia del negozio o nell’aver rifilato “gli avanzi” della cucina perché “tanto che vuoi che capiscano di cucina italiana”.

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Perché invece noi quando andiamo in vacanza, ci rimaniamo male se il negoziante della bottega di souvenir “non ci dice nemmeno buongiorno”, e la prima cosa che notiamo in un posto è il grado di accoglienza che ci riservano. Per ripararci dagli insulti, scagliamo una lancia anche a favore delle vittime del turismo. Ognuno di noi li ha maledetti, almeno una volta. E  per questo, vi perdoniamo.

Ma quindi, quanto frutta il turismo culturale a Firenze?

Al primo posto si collocano la Galleria degli Uffizi e  il Corridoio Vasariano, i quali, ospitando ben  1.875.785 visitatori, hanno fruttato la bellezza di  9.385.527,25 €.

Quanto alla Galleria dell’Accademia e al Museo degli Strumenti Musicali, i visitatori raggiungono quota 1.257.261, per un introito di 6.609.747,5 €.

Veniamo ora ai tour integrati, quelli che non presentano possibilità di biglietto singolo.

Il Circuito Museale principale è quello comprensivo di Argenti, Porcellanee, Boboli, Galleria del Costume e il Baredini, e si è collocato al sesto posto sulla classifica italiana. Con  710.523 presenze infatti, gli incassi ammontano a 2.722.872,00 €.

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Boboli è stato eletto proprio il sesto posto di interesse culturale in Italia.

I dati del report mostrano che Firenze concorra per i primi posti in classifica direttamente con la capitale, sebbene sia da sempre considerata una “città piccola, a misura d’uomo”.

Ultimo ma non per importanza il Complesso Museale Pitti, (comprensivo di Museo Argenti, Museo Porcellane, Galleria Palatina e Appartamenti, Galleria d’Arte Moderna, Galleria Costume) che apporta un complessivo di presenze che supera quota diecimila e una rendita di 73.608,00 €.

Le cifre si rifanno ai dati del turismo culturale, ed escludono pertanto tutto il panorama della ristorazione, degli alberghi, della vendita di oggettistica ma soprattutto di prodotti enogastronomici di qualità.

Basta infondo vederla dal lato giusto: viviamo in una città che tutti sognano di visitare almeno una volta nella vita!

Credits: BeniCulturali.it, InFlorence, RubinaLonguFederico di Traglia

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Silvia Ciuffetelli

26 anni. Laureata in Strategie della Comunicazione Pubblica e Politica presso la scuola di Scienze Politiche C. Alfieri di Firenze e consulente digital freelance. Mi occupo di Social e di comunicazione online. Ogni tanto scrivo. Nel tempo libero divoro libri e cioccolata fondente.

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