Un’arte magica e senza regole: la SandArt di Ghibli

sandart, toc toc firenze

Sabbia, energia e una lavagna retroilluminata: ecco gli strumenti della SandArt.

Forse non tutti sanno cosa sia la SandArt, così abbiamo deciso di intervistare Ghibli, una delle pochissime SandArtist italiane.

Ghibli, 28enne empolese, dopo aver completato gli studi di liceo artistico, si laurea all’università in scienze infermieristiche; ma ha un sogno a cui non vuol rinunciare, così, dopo aver preso il diploma di Interior Design, decide di esprimersi attraverso la SandArt, una live art, una forma di espressione estemporanea, effettuata in diretta.

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Perché hai scelto la SandArt?

“Mi sono avvicinata a questa arte per curiosità, proprio perché non permane, mi diverte ed è bello vedere le emozioni che suscita in chi mi guarda. Mi affascina scoprire e inventare nuovi disegni che sono sempre unici e irripetibili.” In effetti la SandArt sorprende e suscita emozioni, proprio perché è un’arte effimera che può scomparire con un soffio di vento.

Esprimersi attraverso di essa, dà la possibilità di immaginare, viaggiare con la fantasia e sognare, proprio perché è una “live art”, non rimane impressa come un quadro o un dipinto. In realtà non tutte le sue opere “possono essere spazzate via dal vento”, perché Ghibli ne realizza altre racchiuse da cornici retroilluminate.

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Nuovi disegni sempre unici e irripetibili

Cosa serve per fare SandArt?

“Basta della sabbia, una lavagna retroilluminata, una buona manualità e tanto talento artistico. Mentre l’artista crea i propri disegni, aggiungendo e eliminando vari strati di sabbia dosati granello per granello con il palmo della mano, una telecamera riprende dall’alto e videoproietta le immagini, con un sottofondo musicale”.

Per essere ancora più precisa Ghibli utilizza una serie di pennelli di diverse dimensioni, per rifinire i tratti dei suoi disegni. Ghibli la pratica attualmente nel suo studio per fare ricerca e migliorarsi, ma è possibile ritrovarla all’opera anche nei festival di strada come Mercantia, ed a eventi privati e aziendali. Ci ha confidato che a breve probabilmente sarà presente in un programma televisivo, senza raccontare troppo per scaramanzia.

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Un’arte effimera che può scomparire con un soffio di vento

Progetti e sogni

Ghibli vuole far conoscere il più possibile questa forma artistica, e quando le abbiamo chiesto quali siano i suoi obiettivi, ci ha risposto che le piacerebbe collaborare con altri SandArtist, tra cui i primi che hanno fatto conoscere questa arte. Uno dei suoi sogni è incontrare e collaborare con la SandArtist Ilana Yahav, che ha realizzato lo spot per la Eni; è lei che l’ha ispirata e spinta a praticare questa meravigliosa forma di espressione.

Se volete seguire i suoi lavori, passate sulla sua pagina facebook cliccando: http://on.fb.me/1bbqRD8

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