Se questo è un tifoso: un altro modo di (RI)vedere l’odio tra Fiorentina e Juventus

Se non ci fossero rivalità nel calcio, seguire questo sport, sarebbe un po’ come prendere il thè delle cinque a Londra, per di più senza zucchero. La rivalità che nasce e si alimenta tra Fiorentina e Juventus però, è qualcosa che diventa viscerale e difficilmente si può spiegare.

Quello che non mi fa dormire la notte è però, il fino a dove possa sconfinare l’odio tra tifoserie. L’episodio che mi ha spinto a riflettere ancora di più è stato un post visto su Facebook nel gruppo fiorentino ‘Sei di Firenze Se…’. Una mamma pubblica la foto dell’album di figurine di calcio del figlio, e alla pagina di collezione dei giocatori della Juventus, questi sono incollati a testa in giù. Facciamo un passo indietro e partiamo dalle origine dell’odio. (Se siete membri di questo gruppo, il post incriminato potete guardarlo cliccando qui)

sei di firenze se 1

Piccola rievocazione storico – calcistica. Se si è già a conoscenza dei fatti, consiglio di passare alle righe successive

Il 16 maggio 1982, la Viola e la Vecchia Signora si giocano uno scudetto all’ultima giornata. Robetta insomma. I match che decidono l’assegnazione del tricolore sono Catanzaro- Juventus e Cagliari – Fiorentina. Succede che la Juve la spunta per uno a zero grazie ad un calcio di rigore assegnato per un fallo di mano in area, succede poi che la Fiorentina non va oltre il pareggio a reti inviolate contro i sardi, con un gol annullato a Bertoni per comportamento falloso sul portiere, prima di insaccare in rete. Lo scudetto va alla Juventus che festeggia e che otto anni dopo batterà i gigliati nella finale di Coppa Uefa, e qualche mese dopo, come se non bastasse tutto ciò a metter pepe, soffierà il divin codino Roberto Baggio alla Fiorentina nella sessione di mercato. La lista degli episodi che hanno alimentato l’odio tra viola e bianco neri potrebbe essere infinita, e magari lo è, ma noi ci fermiamo qui.

Inizialmente lo trovo un gesto innocuo di un bimbo che rende lo sfottò calcistico in un certo senso creativo. E fino a qui tutto bene…

Pioggia di like, che sono sicuro sarebbe capitata ugualmente a parti invertite, in un ‘Sei di Torino Se…’. Pioggia di commenti, e fino a qui non proprio tutto bene, o meglio finché nella conversazione di tifosi viola che inneggiavano il bimbo, non interviene un gobbo con un “Intelligente come i genitori”, riferito all’autrice del post.

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Più o meno è andata così: da quel commento il putiferio. Parte la caccia alle streghe o meglio al gobbo, da parte di un centinaio di utenti del social network. Male, ma molto male, perché nei commenti, di calcistico non c’è stato nulla. Sì, nei giorni del litigio Sarri – Mancini, del ‘Zingaro di merda’ di De Rossi a Mandžukić, e nei giorni delle manifestazioni in piazza #ItaliaSvegliati (mi ha fatto sorridere che il post sia stato pubblicato proprio quando migliaia di italiani erano nelle varie piazze della penisola), mi sento di definire i commenti razzisti. Date un’occhiata ai post e rifletteteci su.

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Questo mi ha fatto riflettere. Sogno un ambiente calcistico, che non va dimenticato, e per di più composto da tifosi, dove gli sfottò ci siano, ma facciano riferimento solo ad episodi calcistici. Altro che la carrellata di insulti insensati partiti a raffica, che poi il fatto che siano stati scritti su un social non fa differenza. Un offesa resta tale in formato digitale, verbale diretto, cartaceo o in linguaggio muto.

Ok lo striscione, ok il coro, ok la discussione al bar, ma che bello sarebbe un litigio tra tifosi che faccia esclusivamente riferimenti ad episodi del campo?

Immagino una conversazione del genere: “Sai che bello avervi rubato lo scudetto all’ultima di campionato nell’82”. E il fiorentino che ribatte: “Eh ma la rimonta del Franchi da sotto di due gol al 4 a 2 finale? La partita perfetta”. E via dicendo. Forse sogno troppo, o forse un ambiente del genere diventerebbe più noioso? O forse più civile, ma pur sempre appassionante. O semplicemente basterebbe sognare sfottò creativi, magari regalando album Panini a dei bimbi, e chiedere consiglio sul prossimo striscione da esporre in curva.

juventus fiorentina

Perché se la rivalità sportiva si traduce in offesa incivile, preferisco il mercoledì (giovedì per gli amici viola) e il weekend, prendermi un thè caldo alle cinque, anziché inveire contro il Kasimiro di turno che, pure lui, non si è risparmiato in quanto a insulti infantili.

P.S. Sono un tifoso juventino dall’età di sei anni, periodo in cui ho iniziato la mia prima collezione di figurine dei calciatori. Abito a Firenze da 4 anni, città che amo e nella quale ho parecchi amici tifosi della Fiorentina. La rivalità calcistica non mi ha privato di passare bei momenti e bellissime chiacchierate sul calcio con loro. Un giorno ho domandato ad uno di questi: “Ma mi spieghi cosa cazzo hai provato in Fiore – Juve 4 a 2 per voi?”. Lui ha passato una notte intera nel salotto di casa mia, a raccontarmi dell’emozione che ha provato allo stadio il 20 ottobre 2013, il giorno di una delle partite perfette che il calcio regala di tanto in tanto. Io ho ascoltato sorridendo e ovviamente rosicando. Ecco, forse è un po’ questo il calcio che sogno.

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