Una favola chiamata Ferragamo

ferragamo, toc toc firenze

Si chiamava Salvatore. E questo, forse, tradiva le sue origini. Ma a Firenze è diventato un nome indelebile scritto nella storia della moda.

Una storia che inizia come tante, la sua. Nasce a Bonito, in provincia di Avellino, il 5 giugno 1898 e, si dice, creando le calzature per le sorelle scopre di amare quegli oggetti che stanno ai piedi delle donne. Enfant prodige, a 11 anni è già ragazzo di bottega da un artigiano calzolaio di Napoli e a 13 ne apre una sua a Bonito. Ma, come tanti ragazzi del Meridione fecero in quegli anni, anche lui decide di emigrare negli Stati Uniti, convinto di potervi trovare la propria fortuna.

L’America

Così il quattordicenne Salvatore Ferragamo si imbarca su un transatlantico e arriva a Boston, dove un fratello lavora in un grande calzaturificio. Qui rimane impressionato dalle dimensioni delle fabbriche e dai numeri della produzione ma capisce anche che quella non è l’idea di lavoro che ha lui: ciò che è importante, pensa, è l’unicità e l’artigianalità di ogni singola scarpa. Ed è proprio da questo fondamentale concetto che si sviluppa tutta la sua attività successiva.
Agli inizi degli anni ’20 si trasferisce da un altro fratello a Santa Barbara e lì apre una sua bottega di riparazioni. Entra per caso nel giro cinematografico ed inizia a realizzare stivali per film western e calzari per i grandi colossal dell’epoca. Ben presto le star del cinema si accorgono della bellezza e comodità di quelle scarpe e cominciano ad ordinarle anche per la propria vita privata. È un successo clamoroso. Quando il jet set internazionale si trasferisce a Hollywood, Salvatore lo segue. Lì prende l’appellativo di “calzolaio delle stelle”, che sempre gli rimarrà cucito addosso come un segno distintivo.

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È il 1927. Gli ordini cominciano ad essere ingestibili e Salvatore ha bisogno di mettere in piedi un’attività più organizzata: così, visto che la manodopera americana non lo soddisfa, decide di tornare in patria.

Il ritorno in Italia

E dove si trasferisce, certo di trovare i migliori artigiani? Naturalmente a Firenze. Dopo la crisi del 1929, che lo costringe al fallimento, Ferragamo si riprende ben presto, tanto che nel 1936 affitta un locale nel Palazzo Spini Feroni. Da lì al pagamento della prima rata d’acquisto nel 1938 il passo è breve. Il legame tra la famiglia Ferragamo e lo splendido palazzo in via Tornabuoni godrà di enorme longevità e continua ancora oggi.

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Nel 1940 si sposa con Wanda Miletti, figlia del medico condotto di Bonito, che lo segue a Firenze e che gli darà ben sei figli: Ferruccio, Leonardo, Massimo, Fiamma, Giovanna e Fulvia.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1960, l’azienda è stata magistralmente portata avanti dalla moglie Wanda e da tutti i sei figli, ognuno con una sua specifica competenza e ad oggi vanta il nome di una delle case di moda italiane più amate e accreditate nel mondo.
Salvatore è stato un uomo geniale nel suo settore: il suo successo non è stato casuale ma frutto di grandi sacrifici (ha, infatti, studiato anatomia umana, ingegneria chimica e matematica) e dedizione. È sua l’idea di introdurre l’uso di materiali assolutamente innovativi nel mondo della calzatura, come il sughero, il legno, la rafia, i fili metallici.
Per tutte queste ragioni ancora oggi un suo paio di scarpe potrebbe essere un buon investimento!

 

Credits: Comune di Bonito, Ferragamo

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